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20 aprile 2015

Probiotici ai bambini contro i disturbi del comportamento

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Getty Images

Un nuovo studio condotto su 70 neonati ha rilevato che la somministrazione precoce dei microrganismi può ridurre il rischio di problemi neuropsichiatrici in età infantile e adolescenziale

Non molto tempo fa la pubblicazione delle linee guida dell’Organizzazione Mondiale dell’Allergia (WAO), confermava l’efficacia preventiva contro le allergie dei probiotici, se assunti dalla mamma durante il periodo di gestazione. Oggi, un nuovo studio condotto dalla University of Turku and Turku University Hospital e del Finnish Red Cross Blood Service di Helsinki, pubblicato sulla rivista Pediatric Research apre anche una nuova prospettiva: la somministrazione precoce di probiotici nella vita del bambino può ridurre anche il rischio di disturbi neuropsichiatrici e del comportamento in età infantile e adolescenziale.

Il cervello che riceve e trasmette segnali e stimoli in risposta ad agenti esterni, sensazioni, stati d’animo, emozioni e stress, è in stretto contatto anche con l’intestino e la flora batterica attraverso le funzioni del sistema nervoso, endocrino e immunitario.

Da evidenze scientifiche sperimentali, infatti, si è visto che microbiota intestinale può alterare e modulare alcune funzioni neurali e prevenire anche deficit dell’attenzione, e altri gravi disturbi dello sviluppo e del comportamento come la sindrome di Asperger. Lo studio è stato condotto su 75 neonati, a cui è stato somministrato uno dei lattobacilli più studiati, il lactobacillus rhamnosus GG e che si è rivelato efficace già nel ridurre del 50% l’incidenza di dermatiti ed eczemi atopici nei neonati ad alto rischio durante i primi due anni di vita.

Il microbiota intestinale dei bambini è stato valutato all’età di 3 settimane, 3, 6, 12, 18 e 24 mesi e a 13 anni, tra tutti i bambini che hanno assunto il probiotico, nessuno ha sviluppato disturbi neuropsichiatrici, rispetto invece ai casi evidenziati in un gruppo parallelo di studio, in cui a nessun bambino era stato somministrato il probiotico nel corso del periodo di analisi.

I probiotici, quindi, oltre a migliorare le funzioni della barriera intestinale, potrebbero anche avere un effetto preventivo e benefico nei bambini con autismo, disturbi del comportamento e dell’apprendimento.

Non a caso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità li ha definiti “microorganismi vivi che, somministrati in quantità adeguate, apportano benefici alla salute dell’ospite”. Questi batteri, una volta ingeriti, sopravvivono all’acidità gastrica e all’alcalinità biliare, raggiungono così la mucosa intestinale vivi e vitali per colonizzarla ed entrare in azione. Tra gli altri benefici già noti: i probiotici riducono il numero di infezioni respiratorie e i disturbi gastrointestinali; favoriscono la funzione immunitaria; migliorano la risposta allo stress sia fisico che mentale.

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