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21 aprile 2015

Sport e cuore: tanti benefici, poche restrizioni

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Getty Images

Camminare, correre, andare in bicicletta, nuotare: sono tutte attività che migliorano la frequenza cardiaca e, in condizione di buona salute, possono essere svolte a qualunque età, senza controindicazioni. Ecco le linee guida degli esperti per i cardiopatici

La protezione vascolare e del cuore è certamente uno dei fattori indiretti più importante che l’esercizio fisico, praticato in modo costante e regolare, produce sull’organismo. Con il movimento, infatti, si rinforza il muscolo cardiaco, aumenta l’ossigenazione dei tessuti, si abbassano i livelli del colesterolo cattivo, mentre cresce la produzione di quello buono (HDL), il sangue diventa più fluido, la pressione si abbassa. Per tutti questi motivi, chi pratica regolarmente sport ha una qualità di vita migliore rispetto a quella di chi è sedentario. In particolare, l’attività motoria che garantisce i migliori benefici al cuore è quella di tipo aerobico, perché favorisce lo sviluppo del muscolo cardiaco, riuscendo a migliorane forma, struttura e funzioni.

Tra le attività di tipo aerobico che possono salvaguardare la nostra salute cardiovascolare rientrano  camminare, correre, andare in bicicletta, nuotare. Sono tutte attività che migliorano la coordinazione, la respirazione e, soprattutto, regolano la frequenza cardiaca e, in condizioni di buona salute, possono essere svolte a qualunque età, senza grosse particolari controindicazioni.

In palestra, invece, si potrà scegliere tra una vasta gamma di attività che vanno dallo Zumba, allo step, alle danze aerobiche:  le coreografie eseguite a ritmo di musica migliorano la nostra resistenza e, conseguentemente, rendono più forte il nostro cuore; in alcuni casi, prevedono esercizi di attività di carico e scarico  e, quindi, sono sconsigliate a chi è in sovrappeso o ha problemi osteoarticolari.

Le opportunità non mancano, anche per chi è cardiopatico, o comunque soffre di patologie del cuore. La maggior parte può fare esercizio correndo pochi rischi. Lo confermano gli esperti dell’European Society of Cardiology e dell’European  Association for Cardiovascular Prevention and Rehabilitation che hanno stilato le linee guida internazionali sull’esercizio fisico, in persone  con patologie cardiache, soprattutto bambini, adolescenti e giovani. Gli esperti hanno sottolineano l’importanza di una “prescrizione” di esercizio estremamente personalizzata, fatta dal cardiologo, tenendo conto di cinque parametri emodinamici: la funzione ventricolare, la pressione arteriosa polmonare, il diametro dell’aorta, la saturazione arteriosa e la presenza di aritmie. Una volta valutati questi elementi si può introdurre un programma di attività fisica di intensità appropriata per ciascun paziente. Chi, dopo esami accurati, ha parametri normali, può fare tutto ciò che farebbe una persona sana, quindi praticare con moderazione la maggior parte degli sport. Solo chi ha lesioni residue (magari dopo interventi), deve attenersi a limitazioni. In alcuni specifici casi, infatti, certe intensità di sforzo possono rivelarsi pericolose, ed è quindi necessario essere un po’ più restrittivi rispetto ad alcune discipline sportive.

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