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23 aprile 2015

Prevenzione epatiti, nuova campagna di Healthy Foundation

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Più di un milione e mezzo di italiani convive con il virus dell’epatite C e sono circa 600mila i malati di epatite B. La prevenzione (come quella promossa da un progetto in partenza nel nostro paese), resta l’arma più efficace per ridurre i casi

Le epatiti sono tra le malattie infettive più comuni e gravi del mondo. Si tratta di patologie causate da virus che possono presentarsi in forma acuta e cronica, e colpiscono soprattutto il fegato con conseguenze molto gravi per la salute dell’organismo. Nel nostro Paese, più di un milione e mezzo di persone convive con il virus dell’epatite C, mentre sono circa 600mila i malati di epatite B. Ma gli effetti e la diffusione di queste malattie sono ancora poco conosciuti, soprattutto tra i giovani. Infatti, la maggior parte delle persone che ha contratto l’infezione ne è all’oscuro: è possibile, quindi, che la malattia progredisca e che il virus venga trasmesso, anche in maniera inconsapevole, da una persona all’altra.

La prevenzione è l’arma più efficace per ridurre il numero di nuovi casi e risparmiare importanti risorse. Per questi motivi, Healthy Foundation, l’associazione che promuove stili di vita corretti in tutta Italia ha lanciato la prima campagna nazionale per la prevenzione e la lotta alle epatiti.

“Le forme più diffuse di epatite sono tre e vengono indicate con le lettere A, B e C; anche se esistono delle forme transitorie come la D e la E, diffusa principalmente nei Paesi tropicali – spiega il prof. Sergio Pecorelli, presidente di Healthy Foundation e Rettore dell’Università di Brescia – Si tratta di malattie infettive poco conosciute ed estremamente pericolose per la salute, soprattutto se l’infezione viene trascurata per lungo tempo. Tra i principali fattori di rischio, troviamo il contatto con il sangue di una persona infetta, a causa di uso di droghe per via endovenosa, scambio o uso di siringhe e aghi infettati, trasfusioni di sangue infetto. Ma anche l’utilizzo di strumentazioni mediche o estetiche non sterili, come quelle usate per i tatuaggi e i piercing, in gran voga tra i giovani, può essere un rappresentare un fattore di contagio”. 

“Con questa campagna– sottolinea il prof. Pecorelli – vogliamo far conoscere ai giovani i fattori di rischio e insegnare loro quali accorgimenti adottare nel quotidiano, a partire dal rispetto di semplici regole igieniche e la conduzione di uno stile di vita corretto, che si concretizza nella cura della propria persona, esercizio fisico costante, sana alimentazione, lotta al tabagismo e all’abuso di alcol e droghe”. “Grazie alla collaborazione di personale qualificato ed esperto – conclude il prof. Pecorelli – realizzeremo incontri con i giovani in diversi Atenei italiani e nei Centri Universitari Sportivi.”

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