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23 aprile 2015

Sport, grande alleato del benessere femminile

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Getty Images

Molte ragazze abbandonano l’attività fisica proprio con l’arrivo delle prime mestruazioni. Eppure, l’allenamento può aiutare a diminuire la frequenza e il dolore dei disturbi, grazie (anche) alle endorfine che hanno un potere analgesico

Lo sport è un importantissimo alleato del benessere femminile. Eppure per tre atlete su dieci una settimana al mese (quella interessata dal ciclo mestruale) praticarlo può diventare una vera e propria impresa. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience il 37% delle sportive accusa sempre mestruazioni dolorose, il 45,6% qualche volta, il 17,4% mai. I sintomi o disturbi più comuni che impediscono a molte atlete di praticare attività fisica durante il ciclo sono crampi muscolari, mal di schiena e lombalgia, affaticamento, aumento del peso, ritenzione di liquidi, infiammazioni.

Ma nella maggior parte dei casi (63%), proprio lo sport e l’allenamento possono diminuire la frequenza e il dolore di questi disturbi. Il merito è delle endorfine che hanno un potere analgesico e agiscono come una specie di morfina naturale, favorendo la riduzione dei crampi. Inoltre, l’attività fisica favorisce il drenaggio dei liquidi con un immediato effetto anti gonfiore, il rafforzamento muscolare ed una maggiore resistenza al dolore e alle contrazioni, diminuzione anche dei sintomi della sindrome premestruale, miglioramento dell’umore e riduzione dello stress.

Tuttavia il disagio rimane, soprattutto nelle giovani atlete che praticano sport acquatici o la ginnastica artistica e hanno più difficoltà nei giorni del ciclo, soprattutto in presenza di mestruazioni abbondanti. In Italia il 52,6% delle femmine su 10, nella fascia d´età 11-14 anni pratica sport in modo continuativo, per un totale di oltre 1 milione e 270mila persone. Nella fascia d’età successiva (15-17 anni) continuano ad allenarsi solo il 40,8% delle ragazze (-11,8%).

“Purtroppo moltissime ragazze nel corso dell’adolescenza abbandonano lo sport intrapreso dall’infanzia - sottolinea il prof. Paolo Scollo presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) - I motivi di questa "fuga" sono molti: la mancanza di tempo libero, pigrizia, prime relazioni sentimentali, il peso di impegni scolastici o lavorativi. Un sempre maggior numero di giovani atlete smette di praticare attività fisica a causa di problemi fisici legati ai flussi mestruali abbondanti. Il menarca coincide infatti per molte adolescenti con l’addio alla carriera agonistica, a causa della discontinuità di allenamento e performance che mestruazioni dolorose o abbondanti comportano. Il nostro consiglio per le atlete è quello di sottoporsi a visita ginecologica. Con l’aiuto di un medico specialista la donna potrà continuare a praticare il suo sport preferito ad ogni età e in ogni momento della sua vita”.

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