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29 aprile 2015

La ricerca della felicità? Più facile con l’attività fisica

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Getty Images

Fare sport non significa solo scaricare l’ansia accumulata durante la giornata, ma anche prevenirla. A rivelarlo è uno studio canadese durato 15 anni e che dimostra come l’esercizio induca cambiamenti neurologici che vanno ad influenzare l’umore e l’autostima

Le questioni sul lavoro, gli impegni in famiglia, le bollette da pagare, la crisi economica … i motivi che causano stress sembrano infiniti e il benessere psicofisico ne risente fortemente. Un rimedio alla portata di tutti però c’è: per essere felici basta svolgere un po’ di attività fisica. Fare sport non significa solo scaricare l’ansia accumulata durante la giornata, ma anche prevenirla, in quanto il movimento rafforza non solo il fisico ma anche il cervello, che impara a gestire meglio le situazioni più delicate.

Lo sport offre una sana valvola di sfogo allo stress e alle situazione di disagio accumulate, modifica la biochimica del cervello e aumenta la produzione di specifiche sostanze che potenziano il tono dell’umore e migliorano lo stato di benessere generale. A rivelarlo è uno studio canadese durato 15 anni che ha verificato l’esistenza di un legame tra i livelli di sport praticato e il grado di felicità e autostima. La ricerca è finita sull’American Journal of Epidemiology e dimostra che l’esercizio fisico induce cambiamenti neurologici che vanno ad influenzare l’umore e l’autostima, anche per molti anni.

I ricercatori hanno comparato ed esaminato, ogni due anni, il livello di attività fisica con il grado di felicità dei partecipanti al test. L’assunto che chi fa generalmente esercizio fisico è più felice perché più sano, non è del tutto corretto. Infatti, il solo fatto di svolgere un po’ di moto genera uno stato emotivo di felicità e senso di benessere: il movimento incrementa il rilascio da parte del cervello di alcune particolari sostanze che alcuni studiosi definiscono “della felicità”. Queste sostanze prodotte dal cervello influiscono positivamente sul sonno, sull’umore e sull’appetito. La loro carenza può, al contrario, provocare ansia, insonnia, emicrania, e aumentare il senso di affaticamento, noia e di stress che avvertiamo durante la giornata.

Secondo lo studio canadese, tra le persone inattive (coloro che non hanno mai praticano alcuna attività sportiva o ex sportivi), il 49% dopo due anni dal cessare dell’attività fisica manifesta sensazioni di infelicità e depressione ed il 45% riscontra malessere esistenziale quattro anni dopo. Parallelamente le persone inattive divenute fisicamente attive hanno avuto visto migliorare il loro benessere psico-fisico e grado di autostima di circa l’85% a distanza di soli due anni.

“Muoversi può aiutare le persone su diversi piani: fisicamente, mentalmente e socialmente. Praticare sport migliora la qualità della vita – spiega il prof. Sergio Pecorelli, presidente di Healthy Foundation – Un genere si ha un sonno regolare, si tende a mangiare più sano, a bere più liquidi e si ha una piacevole sensazione di appagamento, che ci porta anche a stare in mezzo agli altri, a uscire di casa, evitando di chiuderci in noi stessi. Inoltre, chi fa sport possiede una migliore autostima, perché impara a mettersi alla prova e ad affrontare gli ostacoli con maggior determinazione”.

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