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07 maggio 2015

Papilloma virus, vaccino per tutti i ragazzi e le ragazze

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Getty Images

Gli esperti non hanno dubbi: per evitare il diffondersi dell’infenzione virale del tratto riproduttivo (spesso causa di tumore) bisogna sensibilizzare i giovani sulla prevenzione (vaccinazione, contraccezione, screening)

Il papilloma virus umano (HPV) è la più comune infezione virale del tratto riproduttivo. La maggior parte delle persone sessualmente attive ne sono vulnerabili e alcune possono essere ripetutamente colpiti dall’infezione. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) esistono 100 tipologie di infezione da HPV, di questi 13 sono definiti ad alto rischio perché collegati all’insorgenza di alcuni tumori.

Prevenzione - La prevenzione attraverso i vaccini rappresenta una priorità e l’unica vera arma contro l’HPV. “Sosteniamo da tempo l’importanza di un’adeguata informazione e responsabilizzazione dei medici e dei cittadini sull’immunizzazione, uno degli interventi preventivi più efficaci e sicuri sia per le femmine che per i maschi – afferma il prof. Sergio Pecorelli, presidente dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) – La maggior parte delle persone affette da papilloma virus non presenta sintomi o disturbi: nel 90% dei casi il sistema immunitario distrugge l’HPV nel giro di due anni. Una piccola percentuale di infezioni HPV può, invece, persistere e generare un tumore, come quello alla cervice uterina, che colpisce ogni anno 3500 donne. Altri tipi di papilloma virus sono però concausa di forme tumorali, meno comuni ma gravi, che colpiscono la vulva, la vagina, il pene, l’ano e alcune zone della testa e del collo (lingua, tonsille e gola)”.

Le abitudini dei teenager - Nell’arco di un decennio (dal 2002 al 2012), la percentuale di adolescenti che a 15 anni dichiara di avere avuto rapporti sessuali è cresciuta dal 20% al 51% tra le adolescenti e dal 28% al 57% tra gli adolescenti. “È evidente che, a fronte di questi cambiamenti, vanno adottati tutti gli strumenti di prevenzione: dalla vaccinazione – conclude Pecorelli – all’uso dei preservativi, agli screening che consentono le diagnosi e trattamenti tempestivi. È poi fondamentale che la vaccinazione sia effettuata non solo dalle ragazze di 12 anni, ma anche dai coetanei di sesso maschile per giungere a una possibile eradicazione dell’infezione”.

Vaccino gratuito o scontato - “Fino all’età di 12 anni nelle Asl il vaccino è gratuito - sottolinea il prof. Paolo Scollo presidente nazionale della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia - I genitori delle bambine in età scolare sono quindi invitati a portare le figlie presso il centro vaccinale. Ma anche successivamente e fino ai 25 anni di età, il costo del vaccino è dimezzato e il resto è a carico del servizio sanitario nazionale. La copertura vaccinale, nonostante le resistenze iniziali, sta crescendo ma come accade spesso è a macchia di leopardo, in certe Regioni è già molto buona. E’ anche un problema di cultura e aggiornamento del personale medico e devono essere coinvolti non solo ginecologi e pediatri, ma anche i medici di famiglia”.

Le raccomandazioni dell’OMS
- L’OMS raccomanda un approccio di tipo globale e integrato per la prevenzione ed il controllo del cancro del collo dell'utero. L'insieme di azioni consigliate comprende interventi da attuare nel corso della vita. La prevenzione primaria inizia con la vaccinazione. Gli altri interventi raccomandati per i ragazzi e le ragazze sono:

educazione alle pratiche sessuali sicure

promozione e fornitura di preservativi per chi ha già un’attività sessuale

avvertimenti sull'uso del tabacco, che spesso inizia durante l'adolescenza, e che è un fattore di rischio importante

circoncisione maschile

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