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11 maggio 2015

Sardegna, allarme oncologi: 1 adulto su 5 fuma regolarmente

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Getty Images

Nell’isola la percentuale dei tabagisti è del 21%, un dato più alto della media nazionale. Forte anche l’incidenza del cancro ai polmoni: è la terza neoplasia più frequente

Il fumo è un vizio molto diffuso in Sardegna dove la percentuale di tabagisti è del 21%, un dato più alto della media nazionale. Sull’isola lo scorso anno il tumore al polmone ha colpito 1.020 persone. È la terza neoplasia più frequente ed è strettamente collegata alle sigarette. Ma gli italiani non sembrano essere ben informati sulle cause. 8 cittadini su 10 non sanno che il fumo passivo provoca la malattia. Una diffusa ignoranza che preoccupa, visto che la metà (il 49%) ammette di accendersi spesso una “bionda” in presenza di bambini. E per il 43% smettere con le sigarette non riduce il rischio di sviluppare questa patologia. Sono questi alcuni dei dati emersi dal convegno Tutti i pericoli del fumo Passivo, a comunque Cattivo organizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e che si è svolto al Policlinico di Monserrato di Cagliari. L’iniziativa fa parte della campagna nazionale di sensibilizzazione sul tumore del polmone che prevede un tour in otto regioni ed è realizzata con il supporto di Boehringer Ingelheim.

“Il cancro al polmone si caratterizza da un forte stigma sociale - afferma il prof. Mario Scartozzi Direttore Oncologia Medica dell’AOU di Cagliari - Il 59% degli intervistati ritiene che chi è colpito dalla malattia, soprattutto se si tratta di un tabagista, sia ‘colpevole’ della sua condizione. In Sardegna oltre il 21% della popolazione fuma regolarmente. Ricordiamo che respirare sigarette, proprie e altrui, determina il 90% del totale dei decessi per tumore del polmone. E il fumo passivo è un importante fattore di rischio, che aumenta fino al 30% le probabilità di sviluppare la malattia. Ma, come risulta dal sondaggio che abbiamo svolto nei mesi scorsi, troppi ignorano le regole fondamentali della prevenzione. Per questo abbiamo deciso di promuovere un progetto nazionale rivolto a cittadini, oncologi e Istituzioni”.

“Il fumo passivo rappresenta il principale fattore inquinante degli ambienti chiusi e provoca nel mondo oltre 600.000 morti l’anno - afferma Daniele Farci Coordinatore AIOM Sardegna - Il 25% della popolazione italiana è esposto ai suoi rischi  Sarebbe opportuno estendere i divieti antifumo a tutti gli ambienti chiusi o troppo affollati come automobili, spiagge, stadi e parchi. Solo così è possibile difendere la salute di tutti i cittadini, specialmente delle persone più a rischio, come le donne in gravidanza e i bambini”.

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