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14 maggio 2015

Progetto Epatiti, lezioni in ateneo e diretta streaming

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Al via la campagna nazionale di Healthy Foundation che prevede la distribuzione di opuscoli informativi e l’organizzazione di lezioni frontali in Università, visibili anche online. “È indispensabile far conoscere la gravità di questi virus”

Sono definite le malattie più diffuse e gravi del mondo, ma la consapevolezza dei fattori di rischio e delle conseguenze delle epatiti è ancora poco diffusa. Per far conoscere queste malattie infettive e le principali forme di prevenzione ai giovani parte “Progetto Epatiti”, la campagna di sensibilizzazione nazionale promossa da Healthy Foundation con Università degli Studi di Brescia Wealth & Health. Il primo appuntamento è oggi, dalle ore 13 alla Sala Consiliare della Facoltà di Ingegneria di via Brianze a Brescia.  L’incontro aperto a tutti gli studenti sarà trasmesso anche in streaming direttamente sul sito dell’ateneo (www.unibs.it).

“Grazie alla collaborazione di personale qualificato ed esperto – spiega il prof. Sergio Pecorelli, presidente di Healthy Foundation e Rettore dell’Università degli Studi di Brescia Wealth & Health – abbiamo realizzato un opuscolo informativo e stiamo organizzando lezioni frontali in università, visibili anche in rete per diffondere anche a tutta la popolazione nazionale la cultura della prevenzione: l’unica arma efficace per ridurre il numero di casi e risparmiare importanti risorse”.

“Esistono molti virus – A, B, C, D, E – che possono determinare epatiti virali acute o di breve durata – spiega il prof. Pecorelli – Tuttavia, la maggior parte delle persone che ha contratto quest’infezione ne è all’oscuro, perché spesso i sintomi sono sottostimati: è possibile quindi che la malattia progredisca in modo silente e che il virus sia trasmesso, anche in modo inconsapevole, da una persona all’altra. È indispensabile far conoscere la gravità di questi virus e descrivere quali accorgimenti adottare per limitare i fattori di rischio. Ancora oggi il contagio avviene attraverso il sangue di persone infette, con la condivisione di aghi o siringhe, o con la mancata sterilizzazione di strumenti usati per realizzare tatuaggi e piercing sulla pelle. Nel passato una delle maggiori fonti di contagio sono stati gli strumenti utilizzati in odontostomatologia non sottoposti a sterilizzazione. È meno frequente, anche se non impossibile, infettarsi durante rapporti sessuali non protetti: per questi motivi, l’uso del preservativo è sempre consigliato. Solo con il rispetto di semplici regole igieniche – conclude Pecorelli – e la conduzione di uno stile di vita corretto fin da giovani, che si concretizza nella cura della propria persona, esercizio fisico costante, sana alimentazione, lotta al tabagismo e all’abuso di alcol e droghe, è possibile contrastare la diffusione dei virus”.

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