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20 maggio 2015

Fumo, in Sicilia il vizio piace al 22% degli adulti

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uom

Sull’isola il tasso di fumatori è più alto della media nazionale. Con chiari effetti negativi: nel corso del 2014 il tumore al polmone ha colpito 2.240 persone. Questi i dati emersi dal convegno "Tutti i pericoli del fumo Passivo", organizzato dall’AIOM.

Per 43% degli italiani smettere con le sigarette non riduce il rischio di sviluppare il tumore del polmone. E 8 cittadini su 10 non sanno che il fumo passivo provoca la malattia. Sono questi alcuni dei dati emersi dal convegno Tutti i pericoli del fumo Passivo, organizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e che si è svolto oggi al Policlinico 'G. Martino' di Messina. L’iniziativa fa parte della campagna nazionale di sensibilizzazione sul tumore del polmone che prevede un tour in otto regioni ed è realizzata con il supporto di Boehringer Ingelheim.

Il fumo è un vizio molto diffuso in Sicilia dove la percentuale di tabagisti è del 22%, un dato più alto della media nazionale. Sull’isola lo scorso anno il tumore al polmone ha colpito 2.240 persone. È la terza neoplasia più frequente ed è strettamente collegata alle sigarette. Ma gli italiani non sembrano essere ben informati sulle cause. Una diffusa ignoranza che preoccupa, visto che la metà (il 49%) ammette di accendersi spesso una “bionda” in presenza di bambini.
“Il cancro al polmone si caratterizza da un forte stigma sociale - afferma Giuseppe Altavilla Direttore UOC Oncologia Policlinico G. Martino Messina e membro del direttivo nazionale AIOM - Il 59% degli intervistati ritiene che chi è colpito dalla malattia, soprattutto se si tratta di un tabagista, sia ‘colpevole’ della sua condizione. Ricordiamo che respirare sigarette, proprie e altrui, determina il 90% del totale dei decessi per tumore del polmone. E il fumo passivo è un importante fattore di rischio, che aumenta fino al 30% le probabilità di sviluppare la malattia. Ma, come risulta dal sondaggio che abbiamo svolto nei mesi scorsi, troppi ignorano le regole fondamentali della prevenzione. Per questo abbiamo deciso di promuovere un progetto nazionale rivolto a cittadini, oncologi e Istituzioni”.

“Il fumo passivo rappresenta il principale fattore inquinante degli ambienti chiusi e provoca nel mondo oltre 600.000 morti l’anno - sottolinea il prof. Roberto Bordonaro Direttore UOC Oncologia ARNAS  Ospedale Garibaldi di Catania - Il 25% della popolazione italiana è esposto ai suoi rischi  Sarebbe opportuno estendere i divieti antifumo a tutti gli ambienti chiusi o troppo affollati come automobili, spiagge, stadi e parchi. Solo così è possibile difendere la salute di tutti i cittadini, specialmente delle persone più a rischio, come le donne in gravidanza e i bambini”. 

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