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19 maggio 2015

Aspettativa di vita, con 83 anni l’Italia è seconda al mondo

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Il progressivo invecchiamento della popolazione avrà come effetto un aumento dei cittadini colpiti da patologie croniche. Nuove soluzioni e strategie arrivano dal nuovo saggio “La tempesta perfetta”, presentato a Roma.

L’Italia può vantare un’aspettativa di vita alla nascita di 83 anni. Il progressivo invecchiamento della popolazione avrà però come effetto un aumento dei cittadini colpiti da patologie croniche come diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e tumori. E il sistema sanitario nazionale (SSN) dovrà rispondere alle loro richieste di salute, definendo nuovi strumenti organizzativi.

Il sistema è paragonabile a una nave che si sta dirigendo verso la tempesta perfetta. Gli elementi per prevedere lo scenario imminente sono chiari: aumento progressivo delle malattie croniche (ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari e tumori), tagli alla spesa sanitaria, scarsi investimenti strutturali, blocco del turn over. Il sistema rischia di non riuscire a reggere le crescenti richieste di salute di questi cittadini. Ma la nave si può salvare e la ricetta è contenuta nel volume “La tempesta perfetta” (ed. Vita e Pensiero, pp. 138), presentato oggi al Ministero della Salute con l’intervento del Ministro, Beatrice Lorenzin, e degli autori, Walter Ricciardi, Claudio Cricelli, Vincenzo Atella e Federico Serra.

“Innanzitutto – spiega il prof. Walter Ricciardi, Ordinario di Igiene presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Commissario dell’Istituto Superiore di Sanità – è necessario evitare che il Sistema Sanitario Nazionale sia l’espressione, a volte schizofrenica, delle volontà di 21 Regioni e Province Autonome che, in nome della riforma federalista, interpretano il dettato costituzionale come possibilità di operare senza vincoli, salvo poi trovare un salvatore di ultima istanza nello Stato”.

“Le dinamiche osservate dal 2011 fino a oggi sul fronte del finanziamento pubblico alla Sanità ci lasciano immaginare che non vi saranno risorse aggiuntive in questo settore – sottolinea il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) - La sanità nel nostro Paese va cambiata in modo strutturale. È necessario introdurre politiche efficaci per prevenire le malattie, rafforzare l’accesso a un’assistenza primaria di qualità e migliorare il coordinamento delle cure, soprattutto per le persone con patologie croniche. I vantaggi di questa operazione sono elevatissimi e consentiranno di traghettare la nave del sistema sanitario verso un porto sicuro”. 

L’Italia, in merito ai corretti stili di vita, si attesta fra le peggiori realtà europee. Il nostro Paese è, infatti, terzo, dietro a Grecia e Stati Uniti, presentando il 30,9% di bambine tra i 5 ed i 17 anni di età in condizione di sovrappeso o obesità, nonostante un patrimonio di tradizioni e cultura legato ai benefici della dieta mediterranea. Differisce non di molto la situazione legata ai maschi che vede i bambini italiani dietro ai coetanei di Grecia, Stati Uniti e Spagna, con il 32,4% di obesi o sovrappeso (media europea: 22,9%). E il 39,2% degli italiani (23 milioni di persone) è sedentario.

“La nuova rotta – continua il dott. Cricelli - dovrà spostare risorse economiche e umane dalla cura delle malattie alla prevenzione. Questo imporrà di dover ‘re-ingegnerizzare’ l’intero Servizio Sanitario Nazionale, formando una nuova classe di professionisti della salute preventiva e trasformare, mettendole in rete, le strutture già esistenti sul territorio (ad es. strutture sanitarie, scuole alberghiere, scuole primarie e secondarie, palestre pubbliche) per educare attivamente i cittadini alla tutela della propria salute”.

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