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29 maggio 2015

Sei ottimista? Hai il cuore più sano!

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Credits: Flickr/thephotographymuse

Secondo un recente studio dell’Università del Michigan e della Harvard University, l’ottimismo produce effetti benefici sul muscolo cardiaco, riducendo  la possibilità di soffrire di scompensi cardiaci e disturbi vascolari (come infarto e ictus)

Dont’worry, be happy! Recita un noto ritornello musicale. Non un caso, forse, perché l’ottimismo e il buon umore fanno bene alla salute della nostra mente e soprattutto al nostro cuore. La conferma arriva da uno studio che l’Università del Michigan e della Harvard University di Boston hanno dedicato a questo tema. Vedere il bicchiere mezzo-pieno è un vero e propria toccasana: gli scienziati hanno esaminato i risultati di oltre 200 ricerche. Dall’incrocio dei dati su persone con problemi al cuore con le informazioni relativi agli stili di vita dei soggetti osservati, è emerso che gli individui con più alti livelli di buonumore seguivano uno stile di vita corretto, caratterizzato da un’alimentazione sana ed equilibrata, ricca di frutta e verdura, una costante attività fisica e un sonno regolare. I meno ottimisti, al contrario, sembrano trascurare la dieta e l’alimentazione con regimi e cibi poco equilibrati, non svolgono attività fisica e hanno un atteggiamento negativo verso tutto ciò che gli circonda. Sono meno socievoli e meno disponibili verso gli altri. Chi vede la vita con ottimismo, si mostra aperto, più abile nel ragionare e nell’affrontare i problemi. Inoltre, gli ottimisti amano condividere il buonumore con gli altri, dedicando il proprio tempo ad attività piacevoli e sociali.

Ma l’ottimismo avrebbe anche effetti benefici diretti sul muscolo cardiaco: secondo la ricerca, infatti, l’incapacità del cuore a mantenere un ritmo costante e sufficiente a soddisfare tutte le esigenze funzionali e metaboliche del nostro organismo può essere prevenuta con una ventata di ottimismo. Il grado di felicità personale riduce quindi la possibilità di soffrire di scompensi cardiaci e disturbi vascolari anche gravi come infarto e ictus. I ricercatori hanno monitorato per quattro anni lo stato di salute di 6.800 volontari di età compresa fra i 45 e gli 84 anni. Ognuno di loro è stato sottoposto a indagini che prevedevano l’analisi di sette parametri (pressione sanguigna, indice di massa corporea, glicemia a digiuno, colesterolemia, tipo di dieta, livello di attività fisica e abitudine al fumo) e una valutazione della salute mentale, del livello di ottimismo e dello stato fisico generale. Le persone che si sono dichiarate felici e ottimiste una probabilità del 50-70 per cento in più rispetto agli altri di avere un cuore in forma.

Inoltre, la serenità è fondamentale anche perché influisce sulla qualità del sonno. Ansia e stress ci fanno riposare male e questo ha effetto sul metabolismo, sulla salute cardiovascolare, sulle nostre capacità di apprendimento. Sentirsi felici ed appagati concilia invece un buon sonno ristoratore, allontanando quegli squilibri nell’orologio biologico deleteri per la linea, per la mente e per la salute del cuore. Questa campagna educazionale è resa possibile da un educational grant di Servier.

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