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02 giugno 2015

Calcoli ai reni, ogni anno in Itala 100.000 nuovi casi

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Getty Images

Il disturbo colpisce il doppio gli uomini rispetto alle donne, soprattutto dopo i 30 anni. Sotto accusa la dieta scorretta e lo stile di vita sedentario. Un’alimentazione poco sana favorisce la formazione di aggregazioni di minerali e quindi dei tipici “sassolini”

I dolorosi calcoli sono tornati ad essere la prima malattia urologica trattata dagli specialisti negli ospedali italiani. Ogni anno si registrano nel nostro Paese oltre 100.000 nuovi casi e il disturbo colpisce il doppio gli uomini rispetto alle donne, soprattutto dopo i 30 anni. I motivi di questo boom? Dieta troppo ricca di grassi e proteine di origine animale e stili di vita scorretti come grave eccesso di peso e sedentarietà. E’ quanto è emerso dal 22° Congresso Nazionale dell’Associazione Urologi Italiani (AURO) che si è svolto fino la scorsa settimana a Bologna. “La calcolosi renale è la malattia urologica che più di tutte è tornata prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni – ha affermato il dott. Massimo Perachino Direttore dell’Urologia dell’Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato - Chi ne soffre vede seriamente minata la propria qualità di vita. Si manifesta attraverso sensazione di bruciore durante la minzione, tracce di sangue nelle urine e fortissimo dolore, soprattutto quando, l’organismo cerca di espellere il calcolo. E’ perciò un disturbo invalidante che può inoltre ripresentarsi più volte anche a distanza di molto tempo. La calcolosi è spesso il risultato di stili di vita errati soprattutto a tavola. Un’alimentazione scorretta favorisce, infatti, la formazione di aggregazioni di minerali e quindi dei tipici “sassolini” che contraddistinguono la malattia”.

Nella città emiliana si sono ritrovati oltre 500 specialisti provenienti da tutta Italia. Un appuntamento scientifico importante che ha affrontato a 360° tutte le malattie urologiche e quindi anche i tumori del dell'apparato genito urinario. Si tratta di neoplasie in grande crescita e l’Italia è all’avanguardia nella gestione dei pazienti colpiti. Lo dimostrano le alte percentuali di sopravvivenza nel carcinoma della prostata (91%), del testicolo (94%) o della vescica (80%). “Nella lotta contro queste forme di cancro è sempre più importante la collaborazione tra i diversi specialisti  che devono lavorare insieme in un team - hanno sottolineato i proff Pierpaolo Graziotti (Presidente AURO) e Giario Conti (Presidente della Società Italiana di Urologia Oncologica SIUrO) - Per il tumore della prostata, ad esempio, stiamo lavorando alla creazione di Prostate Cancer Unit sul modello di quelle già attive da anni contro il tumore del seno. La multidisciplinarità deve essere la chiave per sconfiggere il cancro”.

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