Caricamento in corso...
05 giugno 2015

Allarme dei pediatri: “In Italia 280.000 baby lavoratori”

print-icon
lav

Più di 800.000 minori vivono al di sotto della soglia di povertà. E, di questi, più di un terzo sono anche coinvolti a diverso titolo nel mondo del lavoro. Gli esperti: “Bisogna ripartire dalle scuole. E’ qui che si combatte il lavoro minorile”

La crisi economica degli ultimi anni impone l’attenzione su un problema che credevamo di avere superato: il lavoro minorile. In Italia 800mila under 18 vivono al di sotto della soglia di povertà e, tra questi, 280 mila sono a vario titolo coinvolti nel mondo del lavoro. E’ questo l’allarme lanciato dall’Osservatorio Paidòss, un gruppo di esperti che ha l’obiettivo di mettere al centro delle scelte sociali e politiche del Paese le tematiche relative alla salute del bambino e dell’adolescente. “Il lavoro minorile non è solo un fenomeno sociale ed economico ha anche dei risvolti sanitari concreti - afferma Giuseppe Mele Presidente dell’Osservatorio Paidòss - Questi vanno dall’infortunistica alle malattie professionali che, su un corpo in via di sviluppo, possono influire tanto quanto incidono su quello di un adulto. La pediatria non deve avere paura di confrontarsi con i grandi temi sociali, economici e culturali. Noi specialisti della salute dell’infanzia dobbiamo ampliare la nostra visione e non limitarci sola alla diagnosi, prevenzione e prescrizione di cure perché il concetto di salute è ampio e non può essere misurato solo in termini di assenza di malattia”.

Il problema del lavoro minorile e le sue conseguenze sui giovanissimi saranno al centro del II Forum Internazionale Paidòss 2015 dal titolo “Figli di un Lavoro Minore“. L’evento si terrà a Lecce il 24-26 settembre e vedrà la partecipazione, oltre a medici specialisti, anche di Giuseppe Ruocco (Direttore Generale della D.G. Sicurezza Alimenti e Nutrizione del Ministero della Salute) Walter Ricciardi (Commissario straordinario dell’Istituto Superiore di Sanità) e il senatore Dario Stefano.

“Uno degli obiettivi di Paidòss è la creazione di progetti educativi nelle scuole - aggiunge Mele -. E’ proprio questo il principale luogo dove si combatte il lavoro minorile. Esiste un generalizzato clima di sfiducia che porta i ragazzi stessi a pensare che studiare non serve a nulla. Sono questi giovani a preferire il mondo del lavoro rispetto a quello scolastico. Dobbiamo insegnare a bambini e teenager non solo matematica ed inglese ma anche l’importanza di stili di vita sani come attività fisica regolare, dieta sana ed equilibrata e il ricorso ai vaccini”.

Tutti i siti Sky