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04 giugno 2015

Uomini e donne, la differenza sta (anche) nell’intestino

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Getty Images

Tra i due sessi ci sono forti diversità a livello di microbioma. Una conferma arriva dagli studi di nutraceutica. Un esempio? La creatina nelle donne si comporta da antidepressivo,  mentre nell’uomo ha solo attività stimolante muscolare

Nel nostro corpo c’è un vero e proprio organismo vivente invisibile: il microbioma. Si compone di migliaia di ceppi batterici che vivono in simbiosi con noi all’interno del nostro intestino. Dal loro equilibrio dipende il nostro stato di benessere. Negli ultimi anni, la scienza si è concentrata molto sulle caratteristiche e sulle possibili azioni benefiche della microflora anche grazie allo studio del loro patrimonio genetico. Si è così scoperto che il microbioma intestinale è molto differente tra uomo e donna, al punto che il trasferimento di microbi dall’intestino dell’uomo e della donna ha effetti diversi.  Trasferire il microbioma del maschio alla femmina la protegge dal diabete. Se si fa il contrario, invece, il microbioma della femmina nel maschio può far aumentare il rischio di artrite reumatoide (una patologia tipicamente femminile) anche nel sesso maschile.

Il dott. Enzo Grossi, Advisor del Padiglione Italia all’Expo in corso a Milano, ha dimostrato come anche le malattie e l’approccio dietetico o nutraceutico siano marcatamente diversi nei due sessi. Ad esempio, una malattia come l’Alzheimer presenta caratteristiche chimiche e neuropsicologiche differenti nella femmina rispetto al maschio: proprio le donne, in virtù di una prospettiva più alta, sono più interessate dallo sviluppo di disturbi neurocognitivi rispetto all’uomo, più frequentemente colpito da patologie vascolari.

Quest’interessante scoperta è al centro di nuovi studi anche nel settore della nutraceutica, per individuare sempre più farmaci e molecole che migliorino il microbioma nella donna e nell’uomo. Un esempio è rappresentato da un nutraceutico come la creatina: nelle donne si comporta da antidepressivo,  mentre nell’uomo ha solo attività stimolante muscolare. Nell’uomo poi l’aumento di consumo proteico migliora la funzione cerebrale nell’anziano e questo non avviene nella donna. Alla fine l’aspetto poi più importante è quello della crescita dopo la nutrizione  materna. Barker, un nutrizionista americano, ha dimostrato che la nutrizione della gravida e del neonato determinano modifiche genomiche che durano  per tutta la vita. L’eccesso di cibo nell’età neonatale si traduce in obesità e malattie vascolari nell’età adulta. Si parla addirittura di donne “che trasmettono l’obesità”, all’interno di gruppi familiari dove le patologie metaboliche sono assai frequenti.

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