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09 giugno 2015

Sesso, sempre protetto! E senza dimenticare i vaccini…

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Getty Images

E’ importante sfatare i falsi miti, diffusi tra i giovani. La pillola anticoncezionale non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili. Il preservativo è un valido strumento, ma non garantisce la copertura totale nel caso dei papilloma virus

Un’informazione corretta, fondata su dati ed evidenze scientifiche, e la promozione di comportamenti responsabili all’insegna della prevenzione, a partire dalle vaccinazioni, possono preservare i più giovani dalla diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili e dalle loro conseguenze.

“E’ importante sfatare i falsi miti, diffusi soprattutto tra i giovani, che riguardano la sfera sessuale –  spiega il prof. Sergio Pecorelli, presidente di Healthy Foundation, dell’Agenzia Italiana del Farmaco e Rettore dell’università di Brescia – La pillola anticoncezionale, ad esempio, non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili: il rischio di contagio resta immutato se non si hanno rapporti protetti. Il preservativo è un valido strumento: può fornire protezione per la gran parte delle infezioni (batteriche e virali) a trasmissione sessuale, ma non garantisce la copertura totale nel caso dei papilloma virus”.

Le infezioni da papilloma virus sono numericamente le più importanti tra quelle trasmesse sessualmente. “Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità esistono oltre 120 tipologie di infezione da HPV che si differenziano per i tipi di tessuto che infettano – prosegue il prof. Pecorelli – Alcuni fra questi, una quindicina, sono definiti ad alto rischio, in quanto sono collegati all’insorgenza di vari tipi di tumori, che riguardano l’apparato genitale maschile e femminile, ma anche l’apparato orofaringeo (bocca, faringe, tonsille), interessando potenzialmente tutte quelle parti in cui può esservi un contatto e quindi un contagio sessuale”.

Per questo la prevenzione attraverso i vaccini rappresenta una priorità e l’unica vera arma contro l’HPV sia per le femmine che per i maschi. “Abbiamo uno strumento straordinario, il vaccino, che non copre tutti i tipi di virus – spiega Pecorelli – ma comunque la gran parte di quelli pericolosi. A breve ne sarà disponibile uno che ne copre nove. La vaccinazione è offerta gratuitamente dallo Stato all’età di 11 e 12 anni, ma chi non si è vaccinato può e deve farlo anche nelle età successive fino ai 45 anni”.

Le malattie sessualmente trasmesse riguardano in gran parte i giovani, in particolare gli adolescenti, che sono responsabili di quasi la metà delle infezioni sessualmente trasmissibili, ma non solo. “L’infezione può essere contratta in qualunque epoca della vita: dopo il picco dei 25 anni, se ne registra un altro tra i 45 e i 50. Inoltre, di papillomavirus possono ammalarsi sia le donne che gli uomini, e la trasmissione può avvenire da donna a uomo o viceversa. Ciò significa che anche i maschi devono vaccinarsi. Infatti, nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sarà previsto anche il rimborso della vaccinazione per i maschi di pari età. I genitori – afferma il prof. Pecorelli – devono sapere che la vaccinazione può preservare i loro figli da malattie che possono essere devastanti come il cancro e non solo”.

Anche la scuola rappresenta un importantissimo veicolo di informazione. “Quando abbiamo svolto attività di informazione nelle scuole, con il progetto “Il Ritratto della Salute 10+”, in particolare ai ragazzi di 11-13 anni, sulle malattie sessualmente trasmesse e la vaccinazione per l’HPV e la rosolia, abbiamo ottenuto risultati straordinari – conclude il presidente di Healthy Foundation – con percentuali oltre il 95% di ragazzi e ragazze che si sono vaccinati ma che, soprattutto, ne hanno compreso il motivo. È fondamentale far capire a tutti, a partire dai giovanissimi, l’importanza della prevenzione”.

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