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10 giugno 2015

SAM, prevenzione al maschile con la Fondazione Veronesi

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Getty Images

Al via una campagna di informazione dedicata alla Salute Al Maschile (SAM), promossa insieme ad AURO e SIUro. Otto italiani su dieci non si sono mai fatti visitare da un urologo. Risultato? I maschi si presentano spesso dal medico con disturbi in fase avanzata

Un “peccato di virilità”: otto italiani su dieci non si sono mai fatti visitare da un urologo. L’85% di loro dichiara di “non avere problemi” e di “essere ancora giovane”. Non solo, gli uomini vanno poco negli ambulatori, si vaccinano meno delle donne, utilizzano i farmaci in misura minore. Il risultato? I maschi si presentano dal medico con disturbi, quando sono in fase avanzata, trascurati per settimane o mesi, talvolta per anni.

Varicocele, patologie sessualmente trasmissibili, prostatiti, tumori urogenitali: tutte malattie in forte aumento, che possono essere efficacemente prevenute e affrontate con successo quanto più la diagnosi è precoce. Per sensibilizzare gli uomini di tutte le età a una maggior prevenzione nasce SAM, un progetto interamente dedicato alla salute maschile promosso da Fondazione Veronesi con la collaborazione dell’Associazione Urologi Italiani (AURO) e della Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUro).

In Italia meno del 5% dei ragazzi sotto i 20 anni ha fatto una visita dall’urologo, mentre più del 40% delle loro coetanee è stata almeno una volta dal ginecologo. “Le donne per prime hanno capito che scoprire una malattia in fase precoce può fare la differenza” – sottolinea il prof. Umberto Veronesi – Ecco perché è il momento di agire, con un progetto importante, unico nel suo genere, mai realizzato nel nostro Paese. “Un progetto – conclude il prof. Veronesi – che vuole portare una nuova cultura della prevenzione anche negli uomini e sostenere concretamente la ricerca scientifica in questo campo”. I numeri, del resto, parlano chiaro, come confermato anche da un sondaggio online promosso per SAM sui siti di Sky Sport HD e “Il ritratto della salute” su oltre 20 mila italiani: uno su quattro fuma regolarmente, solo il 35% segue un’alimentazione equilibrata e nella stragrande maggioranza vanno dal medico “solo se è urgente e sto molto male” (85%).

La campagna prevede una raccolta fondi per finanziare almeno 10 borse di ricerca sui principali tumori uro-genitali, attività di divulgazione e sensibilizzazione riferite a tutte le età: adolescenti, giovanissimi, giovani uomini, maschi in età matura e gli anziani. Con la diffusione di opuscoli, incontri nelle scuole e nelle università, nei centri della terza età, l’utilizzo di testimonial del mondo dello spettacolo e dello sport (come Luca Zingaretti) e, a novembre, con una giornata di porte aperte negli ambulatori degli urologi di tutta Italia.

“Abbiamo accolto con grande entusiasmo l’invito del prof. Veronesi ad aderire a questa campagna: oggi si registra un aumento preoccupante delle patologie maschili della sfera riproduttiva e sessuale – afferma il prof. Michele Gallucci, presidente nazionale dell’AURO (Associazione Urologi italiani) – Si va dal varicocele, che riguarda circa un ragazzo su quattro dai 15 ai 25 anni di età, alle sempre più frequenti malattie sessualmente trasmissibili; dalla prostatite, che interessa circa un maschio su quattro sopra i 65 anni, all’ipertrofia prostatica benigna. Tutte patologie – prosegue il prof. Gallucci –  dovute, nella maggior parte dei casi, a stili di vita sbagliati. Se trascurate, possono minare la qualità di vita con conseguenza importanti come l’impotenza e l’infertilità. Per questi motivi la prevenzione è fondamentale fin da una giovane età”.

“I tumori dell’apparato riproduttivo maschile sono molto sensibili allo stile di vita, eppure, come dimostra il sondaggio, ancora il 15% degli uomini ritiene che cambiare le proprie abitudini non prevenga le neoplasie – aggiunge il prof. Giario Conti, presidente nazionale della SIURO  (Società scientifica di uro-oncologia) – Chi ha familiarità per questo tumore o chi ha sintomi e disturbi della minzione importanti dovrebbe, inoltre, rivolgersi allo specialista per poter elaborare la giusta strategia di intervento”.

L’obiettivo di SAM, insomma, è “allineare gli uomini alle donne” a vantaggio della loro salute. Va colmata una lacuna - prosegue il prof. Conti – Scaduta l’epoca pediatrica, una visita della pubertà e a 18 anni, quando lo sviluppo si è concluso, è consigliata per verificare che non esistano problemi o alterazioni organi sessuali maschili. Dall’adolescenza in poi, gli uomini dovrebbero imparare sia e evitare stili di vita nocivi per la vita sessuale e riproduttiva (alimentazione non equilibrata, sovrappeso, fumo, abuso di alcolici, uso di sostanze dopanti) sia a eseguire l’autodiagnosi per tenere sotto controllo la salute degli organi genitali”.

“La ricerca ha portato a notevoli progressi nella cure e nel trattamento dei tumori maschili – ricorda il prof. Umberto Veronesi – Oggi sempre più spesso la scelta terapeutica spetta proprio ai pazienti, in un rapporto di stretta alleanza con il medico. Non esiste una cura universalmente valida, ma diverse strategie efficaci e personalizzabili in base alla malattia e alla persona”. “Per questo –  conclude Monica Ramaioli, direttore generale della Fondazione Veronesi – continueremo a sostenere la ricerca, supportando i medici e ricercatori che lavorano per trovare nuovi metodi di diagnosi precoce e nuove combinazioni terapeutiche per i tumori maschili. Abbiamo già finanziato 3 borse di ricerca del valore annuale di 30.000 euro per lo sviluppo di nuove cure contro il cancro alla prostata e alla vescica. Il nostro obiettivo è riuscire a fare di più”.

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