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18 giugno 2015

Cancro: non chiamatelo più ‘male incurabile’

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Getty Images

La Fondazione Insieme contro il Cancro racconta in un libro lo scenario dell’oncologia moderna, con casi di sopravvivenza sempre maggiori e nuovi programmi di prevenzione. E indaga il ruolo dei media in questo panorama

Negli ultimi quarant’anni le percentuali di sopravvivenza al cancro sono raddoppiate. I motivi di questo successo? La ricerca medico-scientifica, l’innovazione in oncologia e l’avvio di programmi di prevenzione primaria (promozione di stili di vita sani) e secondaria (screening ed esami specifici per la diagnosi precoce).

Sono questi i temi del libro della Fondazione Insieme contro il Cancro Il male (in)curabile. I progressi nella lotta contro il cancro e il nuovo ruolo della comunicazione (autori Mauro Boldrini e Sabrina Smerrieri, Intermedia Editore). Il volume è stata presentato martedì 16 giugno alla Sala Marconi della Radio Vaticana, hanno partecipato all’evento Francesco Cognetti (Presidente Fondazione Insieme contro il Cancro), Giuseppe Novelli (Rettore Università Tor Vergata di Roma), Augusto Chendi (Sottosegretario del Pontificio consiglio per gli operatori sanitari), Elisabetta Iannelli (Segretario Fondazione Insieme contro il Cancro),  Mauro Boldrini (Direttore della Comunicazione Fondazione Insieme contro il Cancro), Virman Cusenza (Direttore de Il Messaggero) e Renzo Pegoraro (Cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita).

“Lo scenario dell’oncologia è in rapida evoluzione - ha affermato durante la presentazione il prof. Francesco Cognetti presidente di Insieme contro il Cancro -. I tumori sono soprattutto una malattia dell’età avanzata e il numero di nuovi casi cresce in relazione al progressivo invecchiamento della popolazione. Nel 2030 circa il 30% degli italiani avrà più di 65 anni. È chiaro quindi che assisteremo a un aumento significativo del numero di neoplasie”.

Il ruolo dei media
Il male (in)curabile raccoglie anche le interviste di 15 direttori di testate giornalistiche nazionali tra cui Giulio Anselmi (ANSA), Bianca Berlinguer (Tg3), Mario Calabresi (La Stampa), Virman Cusenza (Il Messaggero) e Andrea Monti (La Gazzetta dello Sport). “Abbiamo voluto capire - ha sottolinea il prof. Cognetti - come i media trattano l’argomento ‘cancro’, come deve essere oggi una corretta comunicazione ai cittadini su questo tema, quali rischi si corrono nel trattare queste notizie e quale ruolo devono svolgere i giornalisti per offrire la giusta lettura. Abbiamo dato la parola ai direttori e abbiamo chiesto loro di assumere un impegno preciso: cancellare l’espressione ‘male incurabile’ dalle testate di cui sono responsabili. Un’informazione corretta può rappresentare la prima medicina”.

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