Caricamento in corso...
22 giugno 2015

Cancro, 13 storie di pazienti che ce l’hanno fatta

print-icon
sal

Getty Images

Un nuovo libro dal titolo “Un’esperienza chiamata cancro” raccoglie le testimonianze di persone colpite da neoplasie urogenitali (prostata, vescica, testicolo, rene): dalla diagnosi alle prime preoccupazioni, passando per la paura e la voglia di rialzarsi

10 uomini e 3 donne raccontano la loro sfida più grande: quella contro il tumore. E’ questo il contenuto del libro Un’esperienza chiamata cancro (autori Mauro Boldrini e Sabrina Smerrieri, 96 pagine, Intermedia Editore) che raccoglie 13 testimonianze di pazienti colpiti da neoplasie alla prostata, vescica, testicolo e rene. Il volume  viene presentato oggi a Roma in occasione del 25° Congresso Nazionale della Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO). “Abbiamo raccolto le loro emozionanti esperienze - afferma il prof. Giario Conti presidente nazionale SIUrO - Si tratta di storie umane, molto prima che mediche nelle quali ricorre in maniera costante lo shock legato al momento della diagnosi, preoccupazioni, paura e angoscia. Ma anche la voglia di combattere e di rialzarsi”. 

Prostata - In Italia i tumori urogenitali colpiscono oltre 76.500 persone l’anno e rappresentano il 20% di tutte le neoplasie diagnosticate. 8 pazienti su 10 sopravvivono alla malattia. “L’innovazione in oncologia ha portato a cure sempre più efficaci che consentono di contrastare in modo efficace le neoplasie e di limitare il più possibile gli effetti collaterali delle terapie – afferma la prof.ssa Gigliola Sica Presidente Onorario del XXV congresso SIUrO - Il tumore della prostata fino a cinque anni veniva combattuto solo con la terapia antiormonale. Oggi esistono nuovi medicinali, sia chemioterapici che radio-farmaci (come il Radio-223 dicloruro (Ra-223), che hanno cambiato radicalmente le prospettive, anche per la fase metastatica”.

Testicolo - “Per il cancro del testicolo in 15 anni la sopravvivenza arriva fino al 94%, si tratta di uno dei migliori dati registrati tra tutti i tumori solidi – sostiene il prof. Sergio Bracarda membro del direttivo nazionale SIUrO - La malattia deve però essere trattata in centri specializzati perché è necessario saper gestire delle problematiche collegate ai trattamenti”.

Vescica e rene - “Per quanto riguarda invece il tumore della vescica e del rene i dati sono meno confortanti – sottolinea il prof. Alberto Lapini Vice Presidente SIUrO - Nonostante i netti miglioramenti degli ultimi anni la sopravvivenza a 5 anni di queste due neoplasie è rispettivamente dell’80 e 85%. Sono patologie in aumento sia tra gli uomini che le donne e molta strada resta ancora da percorrere soprattutto a livello di prevenzione”.

Prostate Cancer Unit
- Contro i tumori uro-gentitali la parola d’ordine deve essere multidisciplinarietà. “E’ necessario creare strutture dove urologi, oncologi, anatomopatologi, radioterapisti e medici nucleari  lavorino fianco a fianco come nelle Breast Unit del tumore del seno – conclude il dott. Riccardo Valdagni Presidente Eletto SIUrO - In altri Paesi sono già attive le Prostate Cancer Unit. Questa esperienza della prostata deve estendersi poi alle altre patologie. I rappresentanti delle varie società scientifiche hanno già cominciato a sedersi insieme attorno ad un tavolo per elaborare un progetto condiviso di creazione dei team multidisciplinari. Il piano deve essere poi discusso con tutte le istituzioni competenti: dalle direzioni sanitarie dei singoli ospedali fino al Ministero della Salute passando ovviamente per gli assessorati regionali”.

Tutti i siti Sky