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01 luglio 2015

Allergie da latte vaccino, colpiti il 3% dei bambini

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Credits: Flickr/SanderVanDer_Wel - https://flic.kr/p/8WqyKQ

Spesso sottovalutato e poco noto per la variabilità dei sintomi, il fenomeno è in realtà molto diffuso. Ecco come si manifesta e quali sono i consigli dei pediatri sulle diete alternative da adottare dopo la diagnosi

Il latte è senza dubbio l’alimento più completo per un bambino e tutta la scienza medica è concorde da tempo su questo aspetto. Ha una composizione ideale per le sue esigenze nutritive, è ricco di sostanze biologicamente attive dagli straordinari effetti protettivi: contiene anticorpi che combattono enteriti, otiti, infezioni urinarie e respiratorie.

Ma non tutti possono berlo e nel mondo cresce il numero di bambini colpiti da allergia da proteina del latte vaccino (PLV). Secondo le ultime stime dei pediatri sono circa il 3% dei neonati con meno di un anno di vita. La principale causa di questo fenomeno è il passaggio di ‘sostanze nocive’ dalla dieta della mamma al latte.

Spesso sottovalutate o misconosciute per la variabilità dei sintomi o per le manifestazioni simile anche ad altre cause, le allergie da latte vaccino possono avere invece esiti anche importanti e pericolosi. Si va dai ricorrenti disturbi gastrointestinali (vomito, rigurgito e dolori addominali) a episodi che coinvolgono le vie aeree (tosse insistente, secrezione nasale e difficoltà respiratorie) fino a reazioni cutanee (eczemi, orticarie, angioedema, edema delle labbra o delle palpebre). Nei casi più gravi può arrivare addirittura uno shock anafilattico.

“Le proteine del latte vaccino - spiega Giuseppe Mele presidente di Paidòss (l’Osservatorio Nazionale sulla Salute dell’Infanzia e dell’Adolescenza) - rappresentano una delle cause principali di allergia alimentare nei bambini piccoli con un picco di prevalenza del 2-3% nel primo anno di vita. In caso di diagnosi accertata con esami specifici occorre eliminare dalla dieta le proteine da latte vaccino e, a seconda dell’età del bambino, della sintomatologia e dell’eventuale presenza di altre allergie alimentari, introdurre una formula sostitutiva estensivamente idrolizzata (ENS), con idrolizzati di caseina o di proteine del siero quale una fonte di azoto utile a ridurre il carico antigenico, e una miscela di carboidrati a base di malto destrine altamente digeribili per risolvere gli episodi di rigurgito senza lattosio e evitare le intolleranze secondarie”.

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