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20 luglio 2015

Tumore dell’ovaio, ecco i test genetici salvavita

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Getty Images

Attraverso un semplice prelievo del sangue, è possibile sapere se una donna è predisposta ad ammalarsi e se risponderà positivamente o meno ad alcuni farmaci. L’esame deve però essere svolto seguendo specifici criteri

Abuso di alcol, grave eccesso di peso, una dieta ricca di grassi ed esposizione ad alcuni particolari materiali come asbesto e talco. Sono questi i principali fattori di rischio del tumore dell’ovaio. “La malattia rappresenta il 3% di tutti i tumori femminili e lo scorso anno ha colpito 4.900 italiane - afferma il prof. Carmine Pinto presidente nazionale AIOM - Otto diagnosi su 10 arrivano quando il cancro è ormai in fase avanzata e, in questi casi, la sopravvivenza a 5 anni delle pazienti è solo del 35%. I test genetici rappresentano un’arma in più a nostra disposizione per sconfiggere la malattia. Attraverso un semplice prelievo di sangue è possibile sapere se una donna è predisposta ad ammalarsi di cancro e se risponderà positivamente o meno ad alcuni farmaci. L’esame deve però essere svolto seguendo specifici criteri stabiliti dai vari specialisti”.

Per questo l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) insieme alla Società Italiana di Genetica Umana (SIGU), Società Italiana di Biochimica e Biologia Molecolare Clinica (SIBIOC) e la Società Italiana di Anatomia Patologica e Citologia diagnostica (SIAPEC-IAP) ha stilato un documento sull’uso dei test genetico BRCA nella cura del carcinoma ovarico. “Una paziente con questa mutazione può essere curata con una particolare categoria di farmaci, i PARP inibitori - prosegue il presidente AIOM - In questo modo è possibile personalizzare la terapia e garantire una maggiore efficacia del trattamento. L’esame influisce sulla decisione del tipo di terapia e quindi deve essere facilmente accessibile per tutte le donne e i risultati disponibili in tempi compatibili con le necessità cliniche”.

“Fino al 10% dei tumori all’ovaio ha come fattore di rischio principale la familiarità. Le donne che hanno una parente di primo grado (madre, sorella o figlia) affetta da dalla neoplasia sono più esposte al pericolo di neoplasia. Per queste persone i test genetici sono fortemente consigliati. Per evitare la malattia  bisogna come prima cosa condurre un’alimentazione sana ed equilibrata ed evitare l’abuso di alcol. Oltre il  70% di tutti i casi di cancro diagnosticati sono infatti prevenibili. È necessario adottare stili di vita sani ed equilibrati e sottoporsi, dopo una certa età, a esami specifici in grado di individuare la malattia allo stadio iniziale”.

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