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28 luglio 2015

150, 5 e 0: i tre numeri per la prevenzione del cancro

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Getty Images

150 minuti di attività fisica a settimana. Frutta e verdura 5 volte al giorno. Niente fumo, alcol e lettini abbronzanti. Sono le regole da seguire 365 giorni all’anno per evitare l’insorgere dei tumori. La prevenzione, infatti, non va mai in vacanza!

150 minuti di attività fisica di intensità moderata alla settimana, frutta e verdura 5 volte al giorno e  0 fumo. Sono questi i tre numeri “magici” per prevenire il cancro. Altre regole da seguire? Limitare il più possibile il consumo di alcol, non prendere mai il sole senza usare una crema protettiva, stare alla larga da lettini abbronzanti e, dopo una certa età, sottoporsi regolarmente a specifici controlli medici. Queste norme devono essere sempre seguite: 365 giorni l’anno. La prevenzione non va mai in vacanza.
Più del doppio rispetto a 20 anni fa  -Il 5% degli italiani vive oggi con una diagnosi di tumore. Sono oltre il doppio rispetto a 22 anni fa, in aumento costante (+3% l’anno). E almeno 1 milione e 800mila persone possono affermare di avere sconfitto la malattia. Il cancro sta diventando sempre più una malattia cronica con cui è possibile convivere a lungo o guarire: il 57% dei pazienti infatti ha ricevuto la diagnosi da oltre cinque anni, la soglia che tecnicamente equivale alla vittoria sulla malattia. L’aumento della sopravvivenza è oggi possibile anche grazie a una nuova arma, l’immunoterapia che stimola il sistema immunitario a combattere il tumore.

Immunoterapia - “I passi in avanti della ricerca ci pongono di fronte a un radicale cambiamento della relazione con il paziente - afferma il prof. Francesco Cognetti, Presidente della Fondazione ‘Insieme contro il Cancro’ nel convegno nazionale ‘Le nuove frontiere della terapia. Il ruolo degli oncologi, delle Istituzioni, dei media per garantire appropriatezza e diritti dei pazienti’, che si svolge oggi alla Camera dei Deputati - L’immunoterapia permette di sbloccare il freno che le cellule tumorali pongono al nostro sistema immunitario. E per i pazienti è più facile capire che il tumore non viene curato da una molecola esterna ma grazie al sistema immunitario”.

Comunicazione medico-paziente - “Uno dei punti dolenti dell’oncologia italiana - spiega il prof. Giorgio Scagliotti, Direttore del Dipartimento di Oncologia all’Università di Torino - è la formazione dei futuri medici a una corretta comunicazione con il paziente. Nel nostro Paese, infatti, i giovani concludono il proprio iter tra Università e Specializzazione senza aver frequentato corsi, seminari o approfondimenti su questo aspetto che oggi riveste sempre più importanza”.

“La comunicazione medico-paziente influisce sulla cosiddetta ‘compliance’. Un tempo si parlava di aderenza al farmaco – sottolinea il prof. Sergio Pecorelli, presidente Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) - Oggi, in modo più appropriato, l’attenzione è rivolta all’aderenza alla terapia perché la malattia, soprattutto nel caso dei tumori, raramente richiede soltanto un intervento farmacologico. Migliorare questo aspetto è un impegno nel quale tutti devono sentirsi coinvolti, dalle Istituzioni, ai clinici, alle associazioni dei pazienti, alle aziende farmaceutiche. E non va mai sottovalutato il ruolo della prevenzione, che consente di salvare milioni di vite con conseguenti importanti risparmi per il servizio sanitario nazionale”.

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