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31 luglio 2015

Il diabete si combatte (anche) in palestra

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Getty Images

Basso peso alla nascita ed età adulta con stili di vita poco sani. Sono queste le due condizioni che concorrono a far sviluppare il diabete di tipo 2. Per minimizzare questo rischio gli esperti consigliano attività fisica costante

Un’età adulta all’insegna di stili di vita poco salutari e un basso peso alla nascita. Sono queste due condizioni che possono aumentare in maniera ancora più marcata il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. E’ quanto sostiene uno studio condotto dalla statunitense Harvard School of Public Health e pubblicato sul British Medical Journal (BMJ). La ricerca ha analizzato i dati provenienti da tre ampi trial clinici, che hanno monitorato un totale di più di 149mila individui sani, di entrambi i sessi, monitorati per un periodo dai 20 ai 30 anni. Per ciascun partecipante veniva registrato il peso alla nascita e ogni due anni venivano raccolte informazioni dettagliate sulle abitudini dello stile di vita e sulla storia clinica. Lo stile di vita veniva ‘valutato’ attraverso un punteggio che ha tenuto conto di dieta, abitudine a svolgere esercizio fisico, fumo, consumo di alcol e l’indice di massa corporea BMI. Nel periodo di follow-up si sono manifestati più di 11mila nuovi casi di diabete 2.

“Si tratta di una malattia cronica caratterizzata dall’iperglicemia cioè la presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue - afferma il prof. Sergio Pecorelli Presidente di Healthy Foundation - E’ causata da un’alterata produzione o funzione dell’insulina. Quest’ultima è l’ormone prodotto dal pancreas, che consente al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica. Le malattie cardiovascolari sono le maggiori complicanze del diabete di tipo 2. E’ associata inoltre con altre serie complicanze a carico di reni, occhi e sistema nervoso periferico”.

La palestra è il luogo ideale dove prevenire e contrastare questa pericolosa malattia. L’attività di rafforzamento è un ottimo rimedio perché i muscoli sotto sforzo consumano maggiori quantità di glucosio. Deve essere svolta con costanza, due o più giorni a settimana:
è importante esercitare tutti i più importanti gruppi muscolari: gambe, glutei, dorsali, addominali, pettorali, spalle e braccia vanno svolte almeno 8 o 12 ripetizioni per ogni gruppo muscolare. Quando un esercizio diventa facile da fare, si deve aumentare la resistenza o il numero di ripetizioni.
“I vantaggi che si possono trarre dall’allenamento con i carichi sono molti - prosegue Pecorelli - Queste tipologie di esercizi aiutano a sviluppare massa muscolare e comportano molti benefici a livello metabolico. Inoltre il tessuto muscolare controlla meglio i livelli glicemici del sangue e ritarda l’insensibilità all’insulina. Una massa muscolare tonica aumenta del 15% la velocità del metabolismo, per cui si smaltiscono le riserve di grasso più rapidamente quando si fa attività fisica”.

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