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07 agosto 2015

Tutti i segreti (e i benefici per la salute) della curcuma

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Flick/Steven Jackson https://flic.kr/p/6K7FTZ

Non solo cucina e cosmesi. La spezia gialla aiuta a prevenire l’Alzheimer e l’insorgenza di diversi tumori; è un potente anti-ossidante; migliora il funzionamento dell’apparato digerente; pulisce i vasi sanguigni dal colesterolo cattivo

E’ uno spezia originaria del sub-continente indiano ed è stata portata in Europa dagli inglesi nei secoli scorsi. Il suo nome è turmeric (in latino “terra interessante”), ma è più conosciuta come curcuma. Deriva da una pianta erbacea della famiglia Zinziberacee. Dalle radici opportunamente lavorate si ricava una polvere dal colore giallo arancio molto intenso (simile allo zenzero) che fa parte delle spezie che compongono il curry. Da oltre 2000 anni è usata non solo in cucina, ma anche come ornamento e cosmetico. Inoltre è apprezzata per gli effetti benefici sulla salute. E’ dimostrato che la curcuma:

- previene l’insorgenza della leucemia e di otto diversi tumori (seno, colon, prostata, bocca, polmoni, fegato, pelle, reni);

- è un potentissimo antiossidante in grado di trasformare i radicali liberi in sostanze innocue per il nostro organismo;

- migliora il funzionamento dell’apparato digerente perché incrementa la produzione di bile e il deflusso nell'intestino;

- pulisce i vasi sanguinei dal colesterolo cattivo (o LDL).

Infine è efficace nella prevenzione dell’Alzheimer una delle malattie neurodegenerative della terza età più diffusa in Italia (circa 500mila pazienti). Dalla curcuma si ottiene la curcumina una delle molecola più gettonate in nutraceutica (la scienza che studia le proprietà farmaceutiche  del cibo). Questa sostanza protegge il cervello e rappresenta un potenziale strumento per prevenirne l’invecchiamento patologico.
Non è ancora del tutto chiaro come questa sostanza sia in grado di prevenire le malattie. Quello che è certo è che in paesi come l’India, dove è forte il consumo della curcuma, il morbo di Alzheimer è meno diffuso. Il problema è che la curcumina viene poco assorbita dal nostro organismo. Ma la ricerca non si ferma. Nelle scorse settimane il prof. Giovanni Scapagnini (dell’Università del Molise) ha presentato, in un workshop a EXPO Milano 2015, alcuni importanti dati che dimostrano come questo trattamento contro il morbo di  Alzheimer sia sempre più promettente.

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