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24 agosto 2015

Obesità? Combattila con more, betulina e berberina

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La molecola estratta dalle betulle migliora la dinamica del tessuto adiposo, mentre il DNJ tratto dalle more altera l’assorbimento degli zuccheri. Per abbassare il colesterolo, poi, arriva in soccorso la berberina, sostanza contenute in molte piante.

I cibi possono curare? Certo, gli alimenti che hanno queste proprietà si chiamano nutraceutici e hanno un ruolo benefico sulla salute, in particolare per la prevenzione e il trattamento di malattie croniche. Si dividono in quattro categorie:

 

- i cibi funzionali (alimenti che forniscono calorie utili come l'olio extravergine di oliva, le proteine vegetali di soia, il lupino o il cioccolato amaro);

- integratori alimentari (come gli omega-3, acidi grassi polinsaturi estratti dal pesce);

- probiotici (batteri che colonizzano l'intestino migliorandone la funzionalità);

- prebiotici (sostanze organiche non digeribili in grado di favorire la crescita di batteri probiotici).

 

Tra le varie patologie che possono essere contrastate ci sono anche il grave eccesso di peso e l’obesità. Nuove molecole come la betulina, estratta dalle betulle e proveniente dalla Russia hanno dimostrato di migliorare la dinamica del tessuto adiposo, facendo perdere peso, ma senza gli effetti stimolanti cerebrali dei classici dimagranti. Analogo è il caso del DNJ, tratto dalle more, leader attuale tra i nutraceutici nel Nord Europa, che invece agisce alterando l’assorbimento degli zuccheri e soprattutto la risposta a questi ultimi da parte dell’insulina, che porta ad aumento di peso. Ancora, la berberina, prodotto impiegato per abbassare il colesterolo ma con una importante attività anche nella formazione del grasso.

 

“Con il termine ‘nutraceutico’ vengono identificati estratti di piante, animali, minerali e microorganismi, impiegati come nutrienti isolati, supplementi o diete specifiche che offrano vantaggi per la salute – spiega il Professor Cesare Sirtori, Preside della Facoltà di Farmacia, Professore di Farmacologia Clinica presso l’Università degli Studi di Milano e Presidente della Società Italiana di Nutraceutica (SINut) - Rappresentano una realtà medico scientifica dall’enorme potenziale in termini di ricadute sulla salute pubblica”.

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