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24 agosto 2015

Cosa fare per una prostata in salute?

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Getty Images

Uno stile di vita corretto aiuta a prevenire patologie comuni come la l’ipertrofia prostatica e la prostatite. Gli esperti: da consumare con moderazione peperoncino, birra, insaccati, grassi saturi, superalcolici, caffè e crostacei, soprattutto per chi già soffre di frequenti irritazioni

Che sia un «peccato di virilità» o semplice paura, è un dato di fatto che la maggior parte degli uomini italiani cerca di stare alla larga il più possibile dai camici bianchi. Più del 65% si rivolge a uno specialista solo “se urgente o sta molto male” e con sintomi evidenti che hanno un forte impatto sulla vita di tutti i giorni. L’ha rivelato un recente sondaggio promosso da Fondazione Veronesi sul sito di Sky Sport e de Il Ritratto della Salute a cui hanno partecipato oltre 20mila italiani. Eppure basterebbe un po’ più di attenzione al proprio stile di vita per salvaguardare la prostata e prevenire malattie come l’ipertrofia prostatica benigna, la prostatite o il tumore della prostata.   

 

“La prostata è quella ghiandola che nell’uomo produce fluidi e nutrienti per il liquido seminale – spiega il prof. Michele Gallucci, presidente nazionale dell’AURO (Associazione Urologi italiani) – Col passare degli anni può aumentare di volume e questo ingrossamento può portare a disturbi, soprattutto di tipo urinario, che possono avere un impatto elevato sulla qualità di vita.  Molti pazienti si rassegnano a subirne i disagi, vivendo la propria condizione con imbarazzo e preoccupazione. In realtà, è estremamente importante rivolgersi al medico quanto prima e trovare una soluzione al problema in tempi brevi. Tra le patologie più comuni vanno distinte l’ipertrofia prostatica e la prostatite. La prima è una malattia causata dall’ingrossamento della prostata tale da procurare disturbi della minzione. La prostatite è, invece, uno stato infiammatorio di natura per lo più batterica che interessa la prostata e i tessuti circostanti”. 

 

“Entrambi questi disturbi sono legati – prosegue l’urologo – si possono prevenire con uno stile di vita corretto. Bisognerebbe evitare soprattutto quei cibi che venivano considerati afrodisiaci e che in realtà infiammano semplicemente l’area. Dunque, moderazione nel consumo di peperoncino, birra, insaccati, spezie, pepe, grassi saturi (che provengono da carni rosse cotte alla griglia, formaggi e fritti), superalcolici, caffè e crostacei, soprattutto per chi già soffre di frequenti irritazioni alla prostata. La corretta alimentazione è un punto di partenza fondamentale anche per la regolarità della funzione intestinale: sia la stipsi cronica che la diarrea devono essere evitate perché possono irritare la ghiandola. È opportuno, poi, bere almeno due litri di acqua al giorno a piccoli sorsi e frequentemente nell’arco delle 24 ore. Anche praticare un’attività fisica regolarmente è un toccasana per preservare la salute della prostata e più in generale anche la fertilità maschile”. 

 

Per sensibilizzare gli uomini a porre più attenzione al proprio benessere, AURO e SIUrO collaborano al progetto SAM, la campagna di sensibilizzazione e prevenzione delle patologie maschili promossa da Fondazione Veronesi e a novembre sarà organizzata una giornata di porte aperte in tutti gli ambulatori italiani di Urologia.  

 

“Gli uomini ‐ ha spiegato l'oncologo Umberto Veronesi ‐ non sono attenti alla propria salute: di solito è la moglie, la sorella o la figlia ad occuparsene per loro. L'uomo è restio a fare prevenzione, va dal medico solo se ha un disturbo importante: rimuove il problema, finge che non ci sia. Sappiamo che in Italia meno del 5% dei ragazzi sotto i 20 anni ha fatto una visita dall'urologo, mentre più del 40% delle loro coetanee è stata almeno una volta dal ginecologo. Le donne hanno capito per prime che scoprire una malattia in fase precoce può fare la differenza».

 

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