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24 agosto 2015

Fumo, non solo passivo. Attenti anche a quello di terza mano

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Getty Images

Una sigaretta sprigiona oltre 4.000 sostanze nocive che si depositano su abiti, tappezzeria o nell’abitacolo di una macchina. Ecco perché è importante smettere di fumare in tutti i luoghi chiusi e in quelli frequentati dai bambini

Non solo attivo e passivo, esiste un altro tipo di fumo: quello di terza mano. Una sigaretta sprigiona oltre 4.000 sostanze nocive che si depositano su abiti, tappezzeria o nell’abitacolo di una macchina. Può essere inalato dai bambini soprattutto se sono presi in braccio o messi nel seggiolini in auto. Per evitare che la salute dei giovanissimi venga compromessa è quindi fondamentale non fumare mai in luoghi chiusi o frequentati da bimbi. Nelle scorse settimane il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha lanciato una proposta di legge per vietare le sigarette in auto e nelle aree esterne agli ospedali pediatrici.

 

“Approviamo fortemente la proposta del Ministero che interviene con misure ancor più restrittive a tutela della salute dei bambini - afferma il prof. Renato Cutrera presidente nazionale della Società italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI) - Ma sono necessari anche attività educazionali e di sensibilizzazione per i genitori. Il loro comportamento incide ricade sullo stile di vita dei bambini: i figli di fumatori hanno un rischio doppio di diventare tabagisti a loro volta. Il 25% dei bambini italiani in età prescolare soffre di bronchite asmatica o respiro sibilante, in età scolare il 10% soffre di asma. La nostra società è impegnata da anni a diffondere tra la popolazione e in particolare a genitori, bambini e adolescenti la cultura delle prevenzione”. 

 

Questi temi saranno al centro del XIX Congresso Nazionale della Società a Torino, dal 22 al 24 Ottobre. “Ne discuteremo insieme con gli pneumologi italiani, i pediatri pneumologi, i medici pediatri e i pediatri specialisti - evidenzia Cutrera - A chiusura del congresso allestiremo un grande spazio educazionale per incontrare le scolaresche, gli insegnanti e i genitori”. Andrà in scena così il primo appuntamento di una nuova campagna dal titolo “Diamo un Calcio al Fumo”, che vuole esprimere attraverso il linguaggio dello sport e del calcio, in particolare, l’importanza della prevenzione. 

 

“Sarà una campagna che coinvolgerà gli istituti scolastici, in particolare i bambini di quinta elementare e agli adolescenti di prima e seconda media inferiore – sottolinea il presidente SIMRI – Organizzeremo all’interno dell’Auditorium Lingotto di Torino, un mini torneo di calcio, con campetti di gioco e porte con birilli a forma di sigaretta. L’idea è spingere i bambini a comprendere la pericolosità del fumo, a consideralo un nemico, che si può abbattere come un birillo, con coscienza e forza di volontà. È previsto anche un concorso a premi per le scuole: esperti SIMRI terranno incontri informativi e ludici in alcuni istituti scolastici. Tutte le classi partecipanti saranno invitate a realizzare elaborati sui temi trattati. I disegni e i lavori saranno esposti nella sede del convegno e in ogni presidio scolastico aderente”. 

 

La campagna avrà un testimonial sportivo di eccezione, l’allenatore Massimiliano Allegri, e sarà sostenuta, tra gli altri, da WALCE, l’organizzazione no profit, presieduta dalla prof. Silvia Novello, impegnata in campagne di sensibilizzazione contro il fumo su tutto il territorio nazionale. 

 

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