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08 settembre 2015

Controlli con lo specialista? Solo per il 5% dei ragazzi e il 40% delle ragazze

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bik

Getty Images

Sono ancora pochi gli adolescenti italiani che vanno da un ginecologo o un urologo. "Non si tratta di trovare un medico qualunque, ma un professionista competente, in grado di saper ascoltare". 

 

I giovani italiani non fanno controlli medici con gli specialisti del benessere intimo e della fertilità. Solo il 40% delle ragazze con meno di 20 anni è andata almeno una volta da ginecologo. E meno del 5% dei coetanei maschi si è recato invece da un urologo. 

 

“A partire dalla prima mestruazione tutte le donne dovrebbero sottoporsi almeno ad una visita ginecologica l’anno - sottolinea il prof. Paolo Scollo presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) -  La scelta di questo medico è fondamentale perché assicura che l’apparato riproduttore e l’intero organismo sia mantenuto in salute. Non si tratta di trovare un medico qualunque, ma di professionista che oltre ad essere competente e ad infonderti fiducia, dovrà metterti a tuo agio e saperti ascoltare. Infine può risolvere tutti i tuoi dubbi sulla sessualità e contraccezione”. 

 

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“Durante la fase della pubertà l’urologo può aiutare i ragazzi alle prese con i cambiamenti del proprio fisico - afferma il prof. Giario Conti segretario nazionale della Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) - Inoltre, consente di verificare che non esistano problemi di sviluppo degli organi urogenitali o patologie. Solo il varicocele è responsabile del 70% dei casi di infertilità. Si tratta di un disturbo che oggi è sottovalutato e sotto”.

 

Per maggiori informazioni visita SAM (Salute al Maschile)  e scopri la campagna di prevenzione realizzata dalla Fondazione Veronesi insieme a SIUrO e AURO (Associazione Urologi Ospedalieri). 

 

I controlli per i giovani sono ancora più importanti dopo le prime esperienze sessuali. In Italia infatti l’esordio sotto le lenzuola è spesso molto pericoloso. Secondo un’indagine della SIGO il 42% delle italiane che hanno meno di 25 anni non fa uso di metodi contraccettivi durante il primo rapporto. Di queste ben il 24% ricorre alla rischiosa ed inefficacie pratica del coito interrotto. Rispetto alle stime del 2010, il numero delle ragazze che non prende nessuna precauzione è cresciuto del 5%. Molti adolescenti quindi rischiano di incorrere in una malattia sessualmente trasmissibile (o in una gravidanza indesiderata) fin dal primo rapporto.  

 

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