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09 settembre 2015

“Diamo un calcio al fumo”, anche in gravidanza

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Getty Images

Secondo gli esperti, “le coppie che desiderano avere un bambino dovrebbero considerare l’idea di abbandonare per sempre il tabagismo”. Anche perché le conseguenze sono tante e ben note: dal maggior pericolo di aborto a un maggiore fattore di rischio per le infezioni bronco-polmonari e la sindrome della “morte in culla”

Avete presente tutte le raccomandazioni che si fanno alle donne in gravidanza? La prima e tra le più importanti è quella di non fumare. La sigarette è, infatti, nemica delle donne che sognano di diventare madri: il fumo determina un maggior rischio di aborto e parto prematuro. Inoltre, i bambini di genitori che fumano presentano un basso peso alla nascita e sono più esposti al pericolo di infezioni bronco-polmonari. Anche la crescita e lo sviluppo psico-motorio può risentirne soprattutto nei primi mesi e anni di vita del bambino. 

 

“Le coppie che desiderano avere un bambino dovrebbero considerare in primis l’idea di abbandonare per sempre il tabagismo sia per tutelare la loro salute che quella del nascituro – spiega il prof. Renato Cutrera, presidente nazionale della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili – Molte donne smettono temporaneamente durante i nove mesi di gestazione e riprendono a fumare subito dopo il parto. Altre persistono nel vizio. Sono entrambi abitudini molto dannose per il piccolo. Il fumo è un importante fattore di rischio per il nascituro della SIDS (Sudden Infant Death Syndrome). La sindrome è meglio conosciuta come la 'morte in culla', e si caratterizza dal decesso improvviso e inaspettato di un lattante inferiore all'anno di vita senza cause accertate. Inoltre, le sostanze tossiche sprigionate della sigaretta passano attraverso il latte materno. Così facendo il piccolo inala direttamente le sostanze nocive. Anche il fumo di terza mano è tanto pericoloso quanto sottostimato – prosegue l’esperto – Quando si fuma, infatti, anche se ci si tiene a distanza dai bambini, particelle derivanti dalla combustione e residui di cenere si depositano sui vestiti, sulla tappezzeria, su oggetti (cuscini, peluche, ecc.) con cui i piccoli possono entrare in contatto, respirandoli. Il 25% dei bambini italiani in età prescolare soffre di bronchite asmatica o respiro sibilante, in età scolare il 10% soffre di asma. Per questo motivo noi pediatri siamo i primi ad attivarci per rendere più consapevoli i genitori sui danni del tabagismo e prevenire il precoce approccio al fumo dei più piccoli”.

 

In occasione del Congresso Nazionale, in programma a Torino dal 22 al 24 Ottobre, SIMRI promuove la Campagna “Dai un Calcio al Fumo” rivolta ai giovani alunni delle scuole elementari e medie, agli insegnanti e ai genitori per invitarli a riflettere sui pericoli del tabagismo. “L’obiettivo sarà spingere i giovanissimi a comprendere la pericolosità del fumo, a considerarlo un nemico. Il tutto attraverso attività ludiche, opuscoli informativi e incontri nelle scuole – aggiunge il dott. Cutrera – I messaggi che i bambini impareranno e diffonderanno attraverso disegni e slogan da loro creati ci aiuteranno a trasmettere questi concetti anche ai genitori. Sarà un’occasione di informazione e divertimento che vedrà anche la partecipazione di importanti testimonial del mondo calcistico come Massimiliano Allegri. La loro presenza ed esperienza di vita diverrà un modello di riferimento per i più piccoli. Così potremo lanciare un messaggio chiave: Diamo tutti insieme un Calcio al Fumo”.

 

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