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10 settembre 2015

Tumori, come tornare alla quotidianità dopo una dura lotta

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Getty Images

Sottoscritto a Roma un nuovo modello di follow-up, e cioè di sorveglianza clinica dopo il trattamento di un tumore: il paziente potrà conoscere tipo e durata dei controlli, e al medico di famiglia sarà inviata una lettera con informazioni precise

Tornare alla propria routine quotidiana è una missione sempre più possibile per molti pazienti che hanno affrontato la dura battaglia contro il tumore. Svolgere una regolare attività fisica, seguire un’alimentazione equilibrata e povera di grassi, basata  sulla dieta mediterranea, abbandonare il vizio del fumo e l’abuso di alcol rappresentano la prima vera strategia di difesa contro le recidive e aiutano anche il paziente a superare la malattia in tempi più rapidi. Il percorso può essere arduo, ma anche grazie a una maggiore attenzione alle esigenze personali del malato è possibile programmare un piano di recupero e controllo (il così detto follow-up) efficace costruito per tutelarne la qualità di vita. I nuovi principi cardine a cui si devono ispirare le visite di controllo sono contenuti nel documento firmato oggi a Roma da tutte le principali società scientifiche e dalle associazioni dei pazienti nel corso della Consensus Conference “Dalla pratica del follow up alla cultura di survivorship care”, organizzata dall’Associazione Italiana di Oncologia (AIOM).

 

“Il follow up, cioè la sorveglianza clinica dopo il trattamento di un tumore – spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -, non ha solo il significato di diagnosticare precocemente una eventuale recidiva, ma deve riguardare tutte le condizioni che influiscono sulla qualità di vita della persona. Finora si è posto l’accento solo sul primo aspetto e non sono stati considerati i bisogni reali delle persone malate e, soprattutto, non sono stati messi in atto percorsi virtuosi. L’insieme di queste funzioni viene riconosciuto come survivorship care, cioè come ‘cura’ della persona guarita. Il nuovo modello oggi sottoscritto da tutti i medici prevede che il paziente possa conoscere tipo e durata dei controlli, e che al medico di famiglia sia inviata una lettera con informazioni precise e con l’indicazione dello specialista di riferimento in caso di dubbi. La programmazione del follow up deve essere condivisa da tutti. In questo modo sarà possibile migliorare non solo la gestione del malato, ma anche quella delle risorse che si rendono necessarie”.

 

 “Le visite di controllo devono rispondere ai nuovi bisogni di cure dovuti a invalidità e inabilità (ad esempio impotenza o incontinenza) che la malattia e i trattamenti possono causare –. continua il dott. Gianmauro Numico, Direttore dell’Oncologia all’Ospedale di Alessandria e presidente della Consensus Conference insieme al prof. Pinto – Inoltre rappresentano l’occasione per offrire consigli sui cambiamenti dello stile di vita in grado di influire positivamente sul processo di recupero. Non può quindi essere sottovalutato il significato più ampio del follow up che spazia dalla sorveglianza delle tossicità tardive delle terapie, alla diagnosi precoce di secondi tumori, ai percorsi di riabilitazione, ai consigli su stili di vita corretti, fino al supporto psicologico”.

 

“Molti tumori oggi possono essere gestiti come se fossero malattie croniche – sottolinea il dott. Claudio Cricelli, presidente Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) - Per questo, anche i medici di famiglia assumono un ruolo fondamentale e sono un punto di riferimento per la gestione quotidiana della malattia, anche per fornire sostegno psicologico, aiutando il malato a reintegrasi nel contesto sociale e lavorativo. Nel programma di follow-up stilato non dovrebbero mancare i contatti dei medici e l’indirizzo del centro di cura; la descrizione delle caratteristiche della malattia di base e dei trattamenti ricevuti; le informazioni sui possibili effetti collaterali e soprattutto le indicazioni sull’adozione di stili di vita salutari”. 

 

“Abbiamo deciso con entusiasmo di sostenere il progetto dell’AIOM sul follow up - conclude il dott. Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology Italia - Una moderna azienda farmaceutica, oltre a proporre terapie sempre più innovative, deve anche occuparsi della miglior gestione del sistema sanitario a 360 gradi”.

 

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