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21 settembre 2015

Lettini abbronzanti? No, grazie!

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Getty Images

Mentre l’estate volge al termine, è bene diffidare delle lampade per mantenere scura la pelle il resto dell’anno. L’abbronzatura artificiale è molto pericolosa per la salute. Bastano infatti solo quattro sedute per aumentare del 11% il rischio di melanoma

Oggi finisce l’estate! La brutta stagione è alle porte e le vacanze mentre i divertimenti, le spiagge e il bel tempo sono ormai un lontanissimo ricordo. E magari lo è anche l’abbronzatura, che hai ottenuto passando con ore e ore sotto il sole. Se hai in mente di fare una lampada per mantenere scura la tua pelle ti conviene cambiare idea. L’abbronzatura artificiale è molto pericolosa per la tua salute. Bastano infatti solo quattro sedute per aumentare del 11% il rischio di melanoma, uno dei più pericolosi tumori della pelle. 

 

“In Italia i lettini solari sono vietati ai minori di 18 anni - sottolinea il dott. Michele Maio direttore dell’Equipe di Immunoterapia Oncologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese - Ma tutti, non solo i più giovani, devono evitare di utilizzarli. Secondo l’Agenzia internazionale per la Ricerca sul Cancro le radiazioni UV sono cancerogene al pari del fumo di sigaretta. Ed è importante inoltre non prendere mai sottogamba i possibili pericoli legati al sole. Anche in questo periodo dell’anno se dovete stare tante sotto i raggi solari ricordatevi di mettere una crema protettiva. Lo stesso vale se andate in montagna. Contro il melanoma bisogna sempre tenere alta la guardia”. 

 

Si è aperta una nuova era nella cura del cancro che sta modificando le aspettative di sopravvivenza dei pazienti. E’ l’immunoncologia, la cura che stimola il sistema immunitario per combattere le cellule tumorali. Il melanoma ha rappresentato il primo modello per la sua applicazione e ora si stanno sviluppando nuovi approcci rivoluzionario per estenderlo con successo a molti tipi di tumore (tra cui polmone e rene). Partirà a Siena il primo studio al mondo di immunoncologia nel melanoma cutaneo che combina due farmaci innovativi (l'ipilimumab e un nuovo farmaco epigenetico che modifica il DNA delle cellule tumorali). “Il melanoma cutaneo rappresenta un tumore “modello” per l’applicazione di nuove combinazioni di farmaci, apre al loro possibile utilizzo futuro anche in altri tipi di cancro - spiega il dott. Michele Maio -  Obiettivo della terapia combinata è modificare le caratteristiche del cancro rendendolo maggiormente visibile da parte del sistema immunitario, attivando contestualmente le difese immunitarie del paziente per combattere meglio e in maniera più specifica la malattia”. 

 

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