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28 settembre 2015

Giovani e tattoo, a scuola di prevenzione

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Getty Images

Sempre più italiani ricorrono ai tatuaggi, ma non tutti sono adeguatamente informati sui rischi che si corrono, tra cui la contrazione delle epatiti B e C. “È importante accertarsi della sterilità degli strumenti, della conformità dell’inchiostro e delle condizioni igienico-sanitarie dei laboratori”

Italiani sempre più amanti del tattoo. È quanto rivela la fotografia scattata dall’Istituto Superiore di Sanità: a scrivere in maniera indelebile la propria pelle sono quasi sette milioni di connazionali, il 12,8% della popolazione. I tatuaggi sono più diffusi tra le donne (il 13,8%) rispetto agli uomini (11,7%). Il primo tattoo viene effettuato a 25 anni, ma tra i minori la percentuale di tatuati sfiora l’8%. 

 

“Sono numeri che non possono passare inosservati – commenta il prof. Sergio Pecorelli, presidente di Healthy Foundation – Non tutte le persone, infatti, sono adeguatamente informate sui rischi che è possibile correre da queste pratiche estetiche, se effettuate in centri non autorizzati e che non rispettano quanto prescritto dal Ministero della Salute”. “Tra le infezioni che è possibile contrarre con i tattoo, ricordiamo le epatiti, soprattutto la B e la C – prosegue il prof. Pecorelli – Malattie subdole e che possono avere complicanze importanti e causare danni al fegato. Gli effetti di queste infezioni e la loro diffusione sono ancora oggi troppo spesso ignorati, soprattutto dai più giovani. La maggior parte delle persone che ha contratto l’infezione ne resta anche all’oscuro per molti anni: è possibile quindi che la malattia progredisca e che il virus venga trasmesso, anche in maniera inconsapevole, da un individuo all’altro”. 

 

Per questi motivi Healthy Foundation lancerà una nuova campagna “La lotta alle epatiti comincia  a scuola” rivolto agli studenti delle scuole medie e superiori, per educarli a seguire stili di vita sani, avere cura della propria igiene personale, informarli sui fattori di rischio e su come prevenire il contagio.

 

“Va ricordato che il tatuaggio è l’introduzione intradermica di pigmenti che entrano a contatto con il nostro organismo per sempre e con esso interagiscono – conclude il prof. Pecorelli – È importante accertarsi della sterilità degli strumenti, della conformità dell’inchiostro e delle condizioni igienico-sanitarie dei laboratori”.

 

La campagna sarà resa possibile grazie a un educational grant di Bristol-Myers-Squibb.

 

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