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08 ottobre 2015

Allergie, bimbi più a rischio se si usa la lavastoviglie

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Getty Images

Una ricerca condotta in Svezia ha confermato la cosiddetta “teoria dell’igiene”, secondo cui chi espone i figli a troppe misure igieniche fa crescere il rischio di insorgenze di malattie. È così anche per le stoviglie: strerilizzarle troppo espone i piccoli a maggiori disturbi

Niente lavastoviglie in casa? Sicuramente una comodità in meno per mamma e papà ma per i giovani figli potrebbe essere un vantaggio. Questo elettrodomestico “sterilizza” tutto e aumenta il rischio di sviluppare un’allergia. Viceversa lavare bicchieri, pentole e piatti a mano aiuta a prevenire questi disturbi. E’ quanto emerge da uno studio svedese pubblicato sulla rivista Pediatrics e coordinato dall'Università di Göteborg. La ricerca ha coinvolto circa 1000 bambini ed ha indagato sulla presenza di malattie allergiche (asma, febbre da fieno, eczema) per verificare la cosiddetta ''teoria dell'igiene'', e cioè che esporre i bambini a eccessive misure igieniche può aumentarne il rischio di malattie tra cui allergie appunto. E’ emerso che la frequenza di allergie pediatriche è dimezzata tra i bambini i cui genitori non adoperano la lavastoviglie e lavano sempre i piatti a mano.

 

“Le allergie respiratorie sono una risposta ipersensibile del sistema immunitario nei confronti di agenti estranei detti allergeni - afferma il dott. Renato Cutrera, Presidente della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili e Direttore dell’unità operativa di Broncopneumologia all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma -. Si tratta di sostanze molto diverse fra loro come pollini, polvere, acari, peli di animali, muffe. I disturbi sono in forte aumento tra i giovanissimi abitanti del nostro Paese. Il più diffuso è l’asma che interessa circa il 10% degli italiani under 14”.

 

Nonostante la grande diffusione oggi grazie alle nuove terapie e a rigorosi controlli medici è possibile condurre una vita normale nonostante la patologia respiratoria. A partire dallo sport. “Al contrario di si pensa l’attività fisica è utile al bimbo colpito da asma per migliorare gradualmente la sua capacità di ventilazione, rinforzando i muscoli respiratori - prosegue il prof. Cutrera - In più lo sport e l’attività fisica evitano al bambino di prendere peso e complicare ulteriormente la sua situazione. Solo gli sport subacquei sono del tutto sconsigliati. Ovviamente il paziente che decide di praticare una disciplina sportiva deve essere controllata periodicamente da un pneumologo”. 

 

Le ultime novità sui trattamenti contro l’asma per i giovani pazienti saranno al centro del XIX Congresso Nazionale della SIMRI che si terrà a Torino dal 22 al 24 ottobre 2015.

 

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