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09 ottobre 2015

ABCDE... le prime cinque lettere della prevenzione

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Getty Images

Per riconoscere quali sono i nei della nostra pelle potenzialmente pericolosi si può passare in rassegna le prime cinque dell’alfabeto. “Non è automatico che nei a rischio degenerino in un tumore, ma è opportuno non sottovalutarli e osservare sempre con attenzione come si modificano”

 

ABCDE non sono solo le prime cinque lettere dell’alfabeto ma anche una regola per riconoscere quali sono i nei della nostra pelle potenzialmente pericolosi. “Il melanoma è un tumore della pelle - afferma il prof. Michele Maio Direttore dell’Immunoterapia Oncologica dell’Università di Siena, presidente NIBIT (Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori) e Fondazione NIBIT - Che può svilupparsi sulla cute sana oppure su un neo melanocitico acquisito o congenito. Non è automatico che nei a rischio degenerino in un tumore, ma è opportuno non sottovalutarli e osservare sempre con attenzione come si modificano, senza perdere tempo in caso di sospetti per un controllo”.

 

Qualsiasi neo, con le caratteristiche di seguito riportate e riassunte nell’acronimo ABCDE, dovrebbe essere controllato da un medico.  

 

A – come Asimmetria

 

B – come Bordi irregolari e indistinti 

 

C – come Colore variabile, che può comprendere sfumature bianche diverse all’interno del neo stesso

 

D – come Dimensione in aumento sia in larghezza che in spessore (diametro maggiore di 6 mm)

 

E – come Evoluzione, vale a dire cambiamento del neo nel tempo

 

Da alcuni anni gli specialisti hanno a disposizione una nuova arma contro il melanoma: l’immuno-oncologia. Attraverso questa classe di farmaci è possibile stimolare il nostro sistema immunitario a combattere il cancro. Il nostro Paese ha guidato i più importanti studi clinici con questa terapia e Siena è la capofila a livello mondiale. “Il melanoma ha rappresentato l’apripista in sperimentazioni che si sono poi allargate a molti tipi di tumore, da quelli del polmone, del rene, della prostata, del colon-retto e del cervello, fino al mesotelioma e ad altre neoplasie rare - ha affermato il prof. Maio durante il XIII Congresso NIBIT che si svolge oggi a Siena - All’inizio poteva sembrare una sfida. Oggi l’immuno-oncologia si è affermata come la quarta arma disponibile per sconfiggere il cancro in grado di generare grandi benefici sia nei tumori solidi che in quelli ematologici”. 

 

“I risultati degli studi nel melanoma rafforzano le nostre convinzioni che le future terapie consisteranno nella combinazione di più farmaci immuno-oncologici, tra cui nivolumab e ipilimumab, che possono modulare il sistema immunitario per offrire ai pazienti con tumore opzioni di maggiore efficacia, più di quanto si possa ottenere con gli attuali approcci terapeutici” ha sottolineato il prof. Giorgio Parmiani, past president NIBIT. 

 

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