Caricamento in corso...
12 ottobre 2015

Anziani e farmaci, indicazioni per un uso appropriato

print-icon
pil

Getty Images

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato uno dei primi studi che valuta l’andamento delle prescrizioni farmacologiche dopo i 65 anni. Ne è emerso che l’assunzione aumenta progressivamente con l’età, ma cala dopo gli 85 anni

La prescrizione e l’assunzione di farmaci aumenta progressivamente con l’età, ma cala nei pazienti over85. Lo rivela l’ultimo studio condotto dal Geriatric working group dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e recentemente pubblicato sul “Journal of the American Medical Directors Association”. Agli over-85 sono prescritti in media meno di 3 farmaci al giorno contro i 7 dei pazienti fra i 65 e gli 85 anni di età. La ricerca basata sul database dell’Osservatorio sull’Impiego dei Medicinali (OsMed) ha coinvolto un campione di 3 milioni e 400mila over65, rappresentativo di circa il 27% dell’intera popolazione Italiana.

 

“È uno dei primi studi che valuta l’andamento delle prescrizioni farmacologiche nella popolazione più anziana - commenta il Presidente dell’AIFA Sergio Pecorelli – Smentisce l’assunto per cui l’uso dei medicinali aumenti con l’avanzare dell’età. Conclusioni che in uno dei Paesi “più longevi e vecchi del mondo” come il nostro offrono spunti di analisi per comprendere e migliorare l’appropriatezza prescrittiva in questa particolare popolazione, purtroppo ancora poco indagata”. 

 

“Molti farmaci non sono testati nei pazienti molto anziani - spiega il Direttore Generale Luca Pani - Questo studio è di supporto nell’orientare i medici ad una prescrizione ottimale nella popolazione geriatrica, inoltre attraverso questi dati, anche noi regolatori, abbiamo un quadro più chiaro delle aree di intervento e degli aspetti da indagare per favorire un impiego dei farmaci sempre più razionale, sicuro e efficace”.

 

“I risultati contrastano con l’idea che il bisogno di terapie aumenti progressivamente con l’età e sono indice di una maggiore prudenza dei medici nella prescrizione farmacologica nei pazienti molto anziani – sottolinea Graziano Onder, del Centro di Medicina dell’Invecchiamento dell’Università Cattolica al Policlinico A. Gemelli di Roma - Va inoltre sottolineato che l’efficacia di alcuni medicinali si riduce nelle fasce di età più avanzata, in particolare per le terapie che mirano a prevenire complicazioni future e che necessitano di tempi più lunghi per manifestare i loro benefici”.

 

Tutti i siti Sky