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26 ottobre 2015

Anziani e prevenzione, vince chi gioca d’anticipo

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Getty Images

Otto over65 su dieci ritengono che fare attività sportiva e correggere il proprio stile di vita sia inutile (se non dannoso) arrivati a una certa età. Ma non è affatto vero, come ricorda una nuovo tour in 20 città italiane promosso dall’AIOM e in partenza in questi giorni

Tanti sono i benefici dell’attività sportiva, soprattutto se si è superati i 65 anni di età. Una fase della vita delicata, tanto che spesso la parola “anzianità” fa rima con “pigrizia”. Eppure fare regolare movimento (basta solo camminare) o dedicarsi a un vero e proprio sport è particolarmente indicato perché riduce: il rischio di disturbi cardiaci e infarto, previene il diabete, l’ipertensione, la possibilità di sviluppare l’Alzheimer e altre malattie legate all’invecchiamento. 

 

Mantenersi giovani nel fisico e nello spirito è quindi una missione possibile a tutte le età, ma otto anziani su dieci ritengono che fare attività sportiva e correggere il proprio stile di vita sia inutile, arrivati a una certa età, tanto più se si è colpiti da tumore. Il 40% dei pazienti oncologici e i loro familiari pensano che l’attività fisica non apporti alcun beneficio, il 23% addirittura è convinto che aggravi la malattia. 

 

“Si tratta di dati significativi, frutto di miti sbagliati – spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e direttore dell’Oncologia Medica dell’IRCCS di Reggio Emilia – che testimoniamo quanto sia sempre più importante informare sulla patologia ed educare a stili di vita corretti non solo il paziente, ma anche chi interviene nella gestione quotidiana della malattia”. 

 

Per rispondere a questo crescente bisogno informativo l’AIOM promuove Prostata: sul tumore vince chi gioca d’anticipo, un vero e proprio “Tour della prevenzione” in venti città, che porta gli oncologi a parlare esclusivamente agli anziani di lotta alle neoplasie nei centri ricreativi per la terza età. 

 

“Con questa campagna – continua il prof. Pinto – la prima nel suo genere in Italia, abbiamo scelto di focalizzarci su un tumore solido che interessa maggiormente la terza età e per il quale non esistono finora programmi di informazione e di screening adeguati. Abbiamo realizzato anche un opuscolo informativo da diffondere in ogni incontro che consente ai malati e alle loro famiglie di conoscere la patologia, capire cos’è e quando può essere fatto il controllo del PSA e fornisce consigli pratici su come gestire il forte impatto che la malattia ha nella quotidianità della persona”. 

 

Il tour questa settimana toccherà le città di Milano (27 ottobre), Trieste (27 ottobre), Genova (28 ottobre) e Roma (30 ottobre), e ancora Reggio Emilia e Ancona per ripartire prima di fine anno con altre 10 tappe a Padova, Trento, Pescara, Terni, Chieti, poi ancora Bari, Cosenza, Palermo, Nuoro e Como. Il progetto è reso possibile grazie al contributo incondizionato di Janssen. 

 

“Le campagne focalizzate sulla prevenzione e sulla creazione di cultura sui tumori rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche – afferma il dott. Massimo Scaccabarozzi, Presidente e Amministratore Delegato Janssen, che rende possibile l’intero progetto –. Lavoriamo per migliorare l’efficacia e la tollerabilità dei farmaci esistenti, sintetizzare nuove molecole per realizzare medicinali innovativi. Il nostro scopo è fornire ai pazienti le migliori terapie possibili e garantire la sostenibilità del sistema”.

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