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10 novembre 2015

La dieta mediterranea protegge anche il pancreas

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Getty Images

In occasione della Seconda Giornata Mondiale sul Tumore del Pancreas il Castello Sforzesco di Milano sarà illuminato di color ametista. Nelle strade della città saranno distribuiti opuscoli informativi sulla patologia e sui corretti stili di vita per prevenirla

Oggi a partire dalle 16.00 uno dei simboli di Milano, Castello Sforzesco, sarà illuminato da una luce di color ametista. La singolare iniziativa fa parte delle manifestazioni previste per la Seconda Giornata Mondiale sul Tumore del Pancreas che si celebra oggi in tutti e cinque i continenti. Nelle vie vicine al monumento meneghino sarà possibile ricevere materiale informativo sulla patologia. 

 

“Abbiamo scelto proprio Milano come centro italiano della Giornata mondiale perché gli abitanti del Nord Italia si ammalano di più di tumore del pancreas rispetto a quelli del Sud - afferma Giordano Beretta segretario nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) - Quest’anno il numero di nuovi casi riscontrati nel Mezzogiorno rispetto al Settentrione sono il 21% in meno tra gli uomini e il 24% tra le donne. E anche al Centro le neoplasie registrate sono inferiori del 15%. Uno dei motivi di queste differenze è da ricercare nelle diverse abitudini alimentari. Il maggiore consumo di frutta e verdura fresche, tipico della dieta mediterranea, protegge dal rischio di insorgenza della neoplasia”. 

 

“C’è bisogno di accendere i riflettori su questa forma di tumore - afferma Elisabetta Iannelli Segretario Generale FAVO - E i pazienti invece hanno bisogno di cure efficaci che possono arrivare solo incentivando maggiormente la ricerca medico-scientifica. Attualmente il carcinoma pancreatico riceve meno del 2% di tutti i finanziamenti per lo studio del cancro in Europa. La malattia rappresenta più del 16% di tutti i decessi oncologici del Vecchio Continente però è stata oggetto solo del 3,4% delle interrogazioni al Parlamento di Strasburgo in materia di neoplasie”. 

 

Il carcinoma del pancreas nel 2015 ha colpito 12.500 italiani. In tutta Europa rappresenta la quarta causa di morte per tumore. Entro il 2020 potrebbe diventare la addirittura la seconda se la ricerca medico-scientifica non porterà miglioramenti significativi sulla diagnosi precoce. “Oggi grazie alle nuove cure l’8% dei pazienti è vivo a cinque anni, un risultato impensabile fino a poco tempo fa - aggiunge il prof. Reni - In particolare la molecola nab-paclitaxel, (paclitaxel legato all’albumina formulato in nanoparticelle) in combinazione con gemcitabina, consente un miglioramento della qualità di vita e soprattutto una minore mortalità del 28%. La terapia presenta un meccanismo di trasporto innovativo che sfrutta le nanotecnologie. Il farmaco riesce così a superare la barriera stromale del cancro arrivando fino alla radice del tumore, dimostrando di essere in grado di rallentare la proliferazione della malattia e a volte può, fermarne fermandone la crescita”.

 

“La nostra azienda è lieta di supportare la Seconda Giornata Mondiale sul Tumore del Pancreas - conclude Pasquale Frega Presidente e AD di Celgene Italia, uno degli sponsor dell’evento internazionale - E’ nostro preciso dovere sviluppare farmaci sempre più innovati ed efficaci in grado di debellare anche le patologie più gravi ed insidiose. Ma vogliamo anche impegnarci in iniziative volte ad incentivare la prevenzione primaria e l’assistenza ai pazienti e il dibattito pubblico su una malattia dai forti connotati sociali come il cancro”.

 

 

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