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10 novembre 2015

Roma, a Piazza San Silvestro per la prevenzione contro il fumo

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Nuova tappa della campagna “Esci dal tunnel. Non bruciarti il futuro”. Una monumentale sigaretta campeggerà nella piazza della capitale per tutto il weekend. All’interno c’è un percorso di sensibilizzazione lungo 14 metri sugli effetti nocivi del fumo

Una monumentale sigaretta campeggerà in Piazza San Silvestro a Roma per l’intero weekend: un tunnel lungo 14 metri, un percorso di conoscenza e sensibilizzazione a tappe. Si parte dal totem posacenere in ingresso, si passa al desk per l’esame spirometrico, si può parlare con lo pneumologo e con l’oncologo e ricevere opuscoli informativi e gadget. Obiettivo: coinvolgere in modo forte giovanissimi e giovani, adulti e anziani, tabagisti e non, medici, insegnanti e Istituzioni con un progetto offerto gratuitamente, contro i danni del fumo, primo fattore di rischio del cancro al polmone e dell’aumento delle malattie respiratorie e cardiovascolari. 

 

“Esci dal tunnel. Non bruciarti il futuro.” Questo è il messaggio che WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe), l’associazione europea dedita ai pazienti affetti da tumore del torace a i loro familiari, ha promosso in tutta Italia con il suo primo tour d’informazione nazionale contro il tabagismo, che sabato e domenica raggiungerà Roma, tappa finale di questa prima edizione. L’iniziativa sarà inaugurata venerdì mattina alle 10 con il taglio del nastro, e proseguirà fino a sabato. Tutte le attività sono gratuite e aperte al pubblico dalle 10 alle 19 nelle due giornate. 

 

“Con il nostro tour, abbiamo voluto coinvolgere in modo forte giovanissimi e giovani, adulti e anziani, con un progetto di prevenzione innovativo contro i danni del fumo – spiega la prof.ssa Silvia Novello, presidente WALCE Onlus e docente nel Dipartimento di Oncologia presso l’Università di Torino –  Nel nostro Paese si contano, infatti, 11 milioni di fumatori attivi. Circa la metà sono donne e un italiano su 4 è esposto ai pericoli del fumo passivo: l’80% ignora che anche questo possa provocare il cancro del polmone e che sia responsabile di riniti, bronchiti e asma, se gli esposti sono i bambini”. La campagna ha il patrocinio di AIOM (Associazione Italiana di Medicina Oncologica), Fondazione Insieme Contro il Cancro, Healthy Foundation, AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri), dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bari e della Società Italiana di Chirurgia Toracica (SICT). 

 

Nel Lazio i tabagisti rappresentano il 23,6% della popolazione e ben 4 su dieci (il 39,5%) fumano regolarmente da 11 a 20 sigarette al giorno (dati ISTAT). “Uno dei problemi su cui dobbiamo intervenire è la diffusione del fumo fra le adolescenti e le giovani donne – continua la prof.ssa Silvia Novello – Sappiamo che circa un terzo dei cittadini di età compresa tra i 18 e i 34 anni è un fumatore abituale e che l’età del primo approccio alla sigaretta si sta abbassando. Si tratta di generazioni che iniziano a fumare, nonostante sia già in vigore la legge che vieta il fumo nei locali pubblici e nei luoghi chiusi. Per questo dobbiamo insistere con campagne di informazione ed educazione, di pari passo con provvedimenti che limitino l’impatto del tabagismo, come ad esempio l’aumento del costo delle sigarette, un maggiore controllo nella distribuzione del tabacco, un’estensione delle leggi di divieto, l’aumento dei controlli soprattutto nelle strutture scolastiche. Il nostro tour – conclude la prof.ssa Novello – si pone obiettivi ambiziosi: responsabilizzare la società sui rischi per la salute provocati dal tabacco. I risultati che abbiamo raggiunto, rappresentano la base per proseguire sulla strada intrapresa con la diffusione di una nuova cultura della prevenzione. Per questo, rinnoviamo anche un appello anche alle Istituzioni affinché siano introdotte norme più stringenti sul fumo, e perché continuino a sostenere le campagne di informazione e di educazione alla salute. Solo così è possibile difendere la salute di tutti i cittadini, specialmente delle persone più a rischio, come le donne in gravidanza, i bambini e gli adolescenti”. 

 

L’intera campagna è resa possibile grazie al contributo di Lilly, AstraZeneca, Roche, Bristol-Myers-Squibb e Celgene.

 

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