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16 novembre 2015

Obesità sotto accusa anche per il mieloma

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Getty Images

E’ un tumore del sangue che ogni anno colpisce più di 4.400 italiani, soprattutto con più di 60 anni. Le sue cause non sono del tutto note, ma gli stili di vita giocano sicuramente un ruolo fondamentale. Per questo è importante la prevenzione, a cominciare da una sana alimentazione

Il grave eccesso di peso non comporta solo problemi estetici ma anche (molti) disturbi alla salute. E’ provato da numerosi studi scientifici che l’obesità aumenta il rischio di patologie cardiovascolari, diabete e anche di tumore. Tra le malattie oncologiche provocate dai chili di troppo c’è il mieloma: un tumore del sangue che interessa le plasmacellule (cellule localizzate prevalentemente nel midollo osseo). Nel nostro Paese colpisce ogni anno oltre 4.400 italiani soprattutto con più di 60 anni. Le sue cause non sono ancora del tutto note agli scienziati e quindi è molto importante la prevenzione a partire dagli stili di vita sani. 

 

Una sana alimentazione è la prima regola per la prevenzione dell’obesità. Una dieta bilanciata deve soddisfare il fabbisogno giornaliero di determinati nutrienti e microelementi, necessari per la salute. Il modo più semplice per garantire al proprio corpo le sostanze adeguate è variare il più possibile i cibi in tavola e consumare 3 pasti e 2 spuntini al giorno. 

 

L’attività fisica è uno strumento che può sconfiggere malattie croniche legate a stili di stili di vita sbagliati. Per rimettersi in forma all’inizio è sufficiente camminare per 30 minuti al giorno, salire le scale a piedi, andare a scuola o a lavoro in bicicletta anziché in automobile. 

 

Grazie alle nuove cure la sopravvivenza dei pazienti italiani colpiti da mieloma multiplo è più alta della media europea. Infatti nel nostro Paese il 42% delle persone affette da questo tumore del sangue è vivo a cinque anni dalla diagnosi rispetto al 39% dei cittadini europei. “Questi dati sottolineano l’eccellente livello delle cure in Italia - ha spiegato il prof. Fabrizio Pane, presidente della Società Italiana di Ematologia (SIE), in un incontro con i giornalisti a Roma reso possibile grazie ad un educational grant di Bristol-Myers Squibb - La malattia si manifesta quando una plasmacellula, un tipo di cellula presente nella parte centrale del midollo osseo, diventa cancerosa e si moltiplica senza controllo. Oggi si stanno aprendo importanti prospettive grazie all’immuno-oncologia, che rinforza il sistema immunitario contro il tumore. Una nuova molecola immuno-oncologica sperimentale, elotuzumab, ha ridotto in maniera significativa il rischio di progressione della malattia”. 

 

“L’immuno-oncologia - afferma il prof. Francesco Cognetti, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma – ha già dimostrato di essere efficace nel trattamento dei tumori solidi, a partire dal melanoma fino a neoplasie più frequenti come quelle del polmone e del rene in fase avanzata. Il 20% dei pazienti colpiti da melanoma oggi è vivo a 10 anni.” 

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