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17 novembre 2015

Tatuaggio? Ok, ma attenti alle norme igieniche

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Getty Images

In Italia ne hanno uno il 13,8% delle donne e l’11,7% degli uomini. Occhio, però, alle possibili complicazioni (a cominciare dalle epatiti…) se il tattoo non viene effettuato con la dovuta attenzione all’igiene e alle regole imposte dal Ministero della Salute

I tatuaggi sono da sempre una grande passione dei calciatori. Ecco alcuni esempi: David Beckham ha 43 tattoo sul corpo di cui tre che raffigurano alcuni disegni dei suoi figli. Maradona ha sul braccio l’effige del connazionale Ernesto Che Guevara. Marco Materazzi invece sulla coscia si è fatto tatuare la coppa del mondo dopo la vittoria di Berlino del 9 luglio 2006. 

 

Italiani e tattoo - Ma non solo i grandi campioni dello sport sono sempre più amanti del body painting. In Italia si calcola che il 13,8% delle donne e 11,7% degli uomini hanno un tatuaggio. Il primo disegno viene effettuato in media a 25 anni, ma tra i minori la percentuale sfiora l’8%. La maggior parte è soddisfatta del tatuaggio (il 92,2%), tuttavia un’elevata percentuale di tatuati, ben il 17,2%, ha dichiarato di voler rimuovere il proprio tatuaggio e di questi il 4,3% l’ha già fatto. Ma attenzione perché il tattoo può rappresentare un pericolo per la salute. Secondo i dati di una recente indagine dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) il 3,3% dei tatuati dichiara di aver avuto complicanze o reazioni: dolore, granulomi, ispessimento della pelle, reazioni allergiche, infezioni e pus. Se infatti sono svolti senza seguire le norme igieniche e sanitarie imposte dal Ministero della Salute i tatuaggi possono portare a reazioni allergiche o addirittura epatite. Tuttavia più del 30% degli italiani non conosce questa eventualità. 

 

Rischio epatiti - Le epatiti sono tra le malattie infettive più comuni e gravi del mondo. Si tratta di patologie causate da virus che possono presentarsi in forma acuta e cronica, e colpiscono soprattutto il fegato con conseguenze molto gravi per la salute dell’organismo. Oltre ai tatuaggi anche piercing, scarsa igiene o rapporti sessuali non protetti possono aumentare il rischio di contagio. La forma più grave è epatite C (causata dal virus HCV). E’ un’infezione che non presenta sintomi e in molti casi può diventare cronica. Se trascurata può, inoltre, evolversi in patologie gravi come la cirrosi o favorire anche il tumore al fegato. Gli specialisti stanno studiando nuove cure per combattere la malattia. Al The Liver Meeting 2015, il congresso annuale dell'Associazione americana per lo studio delle malattie del fegato (American Association for the Study of the Liver Diseases, AASLD), che è in corso a San Francisco sono presentati i risultati di daclatasvir (DCV) in combinazione con sofosbuvir (SOF) e ribavirina (RBV). Le ricerche hanno portato a risultati incoraggianti. 

 

Prevenzione dell’epatite - Ecco cinque regole per evitare evitare il rischio di contagio dell’epatite:

 

utilizzare sempre il preservativo

 

non scambiare oggetti personali 

 

in caso di tatuaggi, fori alle orecchie o piercing, pratiche estetiche che prevedano l’uso di aghi, accertatevi delle condizioni igieniche dei locali e pretendete strumenti usa e getta

 

curare scrupolosamente l’igiene personale

 

 evitare lo scambio di aghi o siringhe usati

 

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