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20 novembre 2015

Benessere e terza età? Si può, con lo stile di vita giusto

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Getty Images

Attività fisica regolare, una dieta sana e niente fumo sono gli ingredienti per vivere in piena salute anche dopo i 65 anni, contrastando l’insorgere di tumori, molto diffusi in questa fascia di età. Per affrontare l’argomento ha preso il via a Rimini II Forum Salute di Federanziani

 

Gli stili di vita sani devono essere sempre seguiti anche durante la terza età. Niente fumo, poco alcol, attività fisica regolare, dieta sana ed equilibrata garantiscono il benessere anche agli over 65. E quindi la prevenzione non ha età! E’ questo il messaggio che parte oggi dal II Forum Salute di Federanziani che si svolge in questi giorni a Rimini. Un evento importante che affronta a 360 gradi i temi della salute e del benessere. All’interno dell’area congressuale è possibile fare dei check-up medici gratuiti e ottenere consulenze. “E’ un’occasione importante per accrescere le conoscenze delle persone anziane del sistema salute – afferma il dott. Roberto Messina, presidente nazionale Senior Italia FederAnziani -. Al tempo stesso vogliamo ribadire il valore e il contributo che questa fetta di popolazione dà e può dare al sistema paese”.

 

Durante l’evento romagnolo ampio spazio è dedicata ai tumori, una malattia tipica della terza età. Diagnosi precoci e cure sempre più efficaci hanno reso possibile sconfiggere quasi il 60% delle neoplasie. Solo in cinque anni (2009-2013) sono state introdotte a livello globale 37 nuove molecole anticancro. E nel 2014 sono state ben dieci. La crescente disponibilità di armi innovative ha permesso di raggiungere risultati impensabili fino a pochi anni fa. Ad esempio, grazie all’immuno-oncologia che potenzia il sistema immunitario per combattere le cellule malate, il 20% dei pazienti colpiti da melanoma in fase avanzata è vivo a un decennio dalla diagnosi e nel tumore del polmone (adenocarcinoma) metastatico, che finora presentava scarse opzioni terapeutiche, il 39% è vivo a 18 mesi. Ma i pazienti italiani hanno avuto accesso solo a 22 delle 37 nuove molecole: la disponibilità più ampia è stato offerta dagli Stati Uniti (31 su 37), Germania (28 su 37) e Gran Bretagna (28 su 37). Per questo è necessario istituire nel nostro Paese un Fondo Nazionale per l’Oncologia.

 

“L’Italia è il Paese più vecchio d’Europa: il 20% della popolazione ha oltre 65 anni, per un totale di 12 milioni di persone – spiega Roberto Messina -. E l’invecchiamento rappresenta un fattore determinante nello sviluppo del cancro. è essenziale creare subito questa fonte specifica di risorse dedicate per far fronte alle richieste di tutti i cittadini colpiti dalla malattia e per garantire i migliori trattamenti disponibili senza differenze fra le varie Regioni”. A sostegno del Fondo è stata aperta una petizione popolare con una raccolta di firme a partire dal Congresso di Rimini fra i 7mila delegati.  

 

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