Caricamento in corso...
26 novembre 2015

Medici di famiglia: “Noi ci vacciniamo contro l’influenza”

print-icon
vac

Getty Image

Al via la campagna #NoiCiVacciniamo per i 500 medici italiani riuniti a Firenze per il Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie. “Vogliamo essere un esempio per i cittadini e far capire l’importanza dell’immunizzazione”

Al via una vera e propria “vaccinazione di massa” per i medici di famiglia italiani. Parte oggi dal 32° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) che si svolge in questi giorni a Firenze la campagna #NoiCiVacciniamo. Grazie alla collaborazione del Direttore del Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute nel capoluogo toscano sono distribuite almeno cinquecento dosi di vaccino. Obiettivo dell’iniziativa sensibilizzare i cittadini e far capire loro l’importanza dell’immunizzazione. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a un calo preoccupante del numero di cittadini vaccinati, a fronte di un’offerta che è rimasta invariata spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG - Si stima che solo il 20% degli operatori sanitari (medici e infermieri) si protegga, un dato decisamente troppo basso tra chi dovrebbe essere ben consapevole dell’efficacia del ‘cordone di sicurezza’ creato dalla profilassi. Per questo la nostra Società scientifica vuole rappresentare un esempio e stimolare camici bianchi, pazienti e Istituzioni. Il virus è già stato isolato lo scorso 9 ottobre, la campagna vaccinale inizierà ufficialmente a metà novembre e proseguirà fino a Natale”. 

 

Nel corso dell’ultima stagione (2014-2015) sei milioni di italiani sono stati colpiti dal virus. Ma le vaccinazioni sono calate di oltre il 20% rispetto al 2013. Con conseguenze evidenti: si sono registrati 485 casi di complicanze gravi e 160 decessi (segnalati da 19 Regioni e Province Autonome). E la maggior parte di queste situazioni si è verificata in cittadini non vaccinati. In generale l’andamento delle coperture dal 1999-2000 al 2014-2015 mostra come nell’ultima stagione sia stato fatto un salto indietro di quindici anni tornando al livello di copertura raggiunto nel 2000-2001. “Di solito il 10-20% dei malati va incontro a complicanze, più o meno impegnative – continua il dott. Cricelli -. Non possiamo prevedere la pericolosità dei virus che circoleranno nei prossimi mesi. L’impatto della malattia dipende dalla percentuale della popolazione protetta. Il vaccino rappresenta l’arma principale per la prevenzione ed è raccomandato a tutte le categorie a rischio: adulti con più di 65 anni, bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti affetti da patologie croniche, cardiovascolari e respiratorie”. 

 

Tutti i siti Sky