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01 dicembre 2015

Nei: sospetto melanoma? Ecco le nuove armi contro la malattia

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Getty Images

E’ il terzo tumore più diffuso in Italia, ma se individuato in fase iniziale è guaribile nel 90% dei casi. Le nuove sfide della ricerca puntano molto sull’immunuterapia, come confermano gli ultimi studi presentati a un convegno al Pascale di Napoli, uno degli istituti di eccellenza in Italia

Possono essere centinaia e tappezzare il nostro corpo in modo innocuo, oppure trasformarsi e a nostra insaputa diventare pericolosi nemici della nostra pelle e della nostra salute. I nei non sono altro che manifestazioni cutanee causate da alterazioni di componenti fondamentali della cute. Possono essere pigmentati o non pigmentati. Nella gran parte dei casi, non comportano particolari attenzioni se non quella di  d'estate dall'azione diretta dei raggi solari tramite le apposite protezioni, anche in inverno, quando ad esempio si va in montagna a sciare. La pressione inferiore e l’aria più limpida e priva di pulviscolo fanno sì che l’intensità delle radiazioni solari cresca del 12% – 13% ogni 1.000 metri di quota. Seguirne l’evoluzione e fare un controllo dermatologico accurato preventivo  è poi la prima regola quando si notano alterazioni importanti e progressive nella loro forma e colore.

 

Il melanoma, infatti, è il terzo tumore più diffuso in Italia con quasi 11.300 nuovi casi l’anno, per lo più in persone con età inferiore ai 50 anni. Se individuato in fase iniziale, può essere asportato chirurgicamente ed è guaribile nel 90% dei casi. In stadio avanzato, quando si è diffuso ad altre parti del corpo, è più difficile da trattare. Anche se per tutti i pazienti, è oggi disponibile una nuova arma efficace: l’immunoterapia. Il trattamento anti-cancro che addestra il sistema immunitario a reagire contro il tumore, e sta aprendo nuovi scenari per la cura di molte neoplasie. In Italia, tra i centri di eccellenza per la diagnosi e il trattamento del melanoma, l’Istituto “Pascale” di Napoli rappresenta un centro di alto livello nella lotta contro questa malattia, riconosciuto anche a livello internazionale. 

 

Proprio a Napoli, da oggi a sabato 5 dicembre, l’ospedale partenopeo e la Fondazione Melanoma organizzano il convegno “Melanoma Bridge”, giunto alla sesta edizione, con la partecipazione dei più importanti esperti provenienti da tutto il mondo. “Il nostro Istituto rappresenta il top della gamma per la lotta al tumore con l’immunoterapia. Siamo tra i punti di eccellenza mondiale per numero di pazienti trattati con successo con i nuovi farmaci immunoterapici -. spiega il prof. Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione “G. Pascale” di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma – Oggi sei pazienti su dieci sono vivi a 2 anni dalla diagnosi e possono contare su una buona qualità della vita. Un risultato straordinario fino a pochi anni fa, reso possibile grazie alle nuove molecole come Nivolumab, il cui impiego si sta rivelando molto promettente anche nel trattamento di altre neoplasie a prognosi più sfavorevole come il carcinoma del polmone metastatico non a piccole cellule, il tumore del rene o del fegato.  È importante che anche i pazienti colpiti da questo tipo di tumore della pelle possano accedere quanto prima a queste  terapie innovative”.

 

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