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03 dicembre 2015

Aborto, nel 34% dei casi viene richiesto da una straniera

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Secondo i dati del Ministero della Salute il tasso è decisamente superiore rispetto a quello delle italiane. Gli esperti: “C’è bisogno di aumentare il livello di informazione avviando corsi di educazione alla sessualità specifici”

Nel nostro Paese l’interruzione volontaria di gravidanza su tre (34%) è svolta da una donna d’origine straniera. Secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute in tutte le classi d’età il tasso di abortivita’ è 3-4 volte superiore rispetto a quello registrato tra le italiane.

 

“Sono una delle categorie più esposte al rischio di comportamenti sessuali pericolosi - afferma il prof. Paolo Scollo presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) durante una conferenza stampa - Per invertire questa tendenza c’è bisogno di aumentare il livello di informazione nella popolazione di origine straniera avviando corsi di educazione alla sessualità ed affettività specifici. Raggiungere questi uomini e donne è difficile per colpa di alcune barriere culturali, prima fra tutte la lingua. Bisogna puntare sulle “seconde e terze generazioni” di immigrati. Sono cittadini a tutti gli effetti  nati e cresciuti nel nostro Paese e che parlano correttamente italiano. Spesso e volentieri fanno da tramite per la traduzione, la comunicazione e l'informazione e non solo in ambito medico-sanitario. Sono dunque un’importante risorsa insostituibile perché sono i fautori del cambiamento culturale all'interno del nucleo familiare”. 

 

“E' a loro, quindi che vogliamo rivolgerci – aggiunge Enrico Vizza segretario nazionale SIGO -. Per questo la nostra società scientifica ha deciso di mettere al centro del suo prossimo congresso nazionale il benessere delle immigrate. L’evento si svolgerà a Roma a inizio ottobre del 2016 e avrà come titolo La salute al femminile tra sostenibilitá e societá multietnica”.

 

Ma non solo le straniere del nostro Paese hanno bisogno di maggiore informazione su sessualità e contraccezione. “Sei under 30 italiane su 10 ritengono sia normale provare dolore durante i rapporti sessuali - sottolineano i proff Scollo e Vizza - Il 56% non conosce la posizione esatta della vagina. Mentre per il 5% il coito interrotto può essere un valido modo per prevenire una gravidanza indesiderata. Sono dati preoccupanti soprattutto perché riferiti a donne, e non ad adolescenti. Dobbiamo investire sulla formazione delle nuove generazioni e attivare al più presto nelle scuole medie inferiori e superiori corsi specifici su questi temi. Come SIGO offriamo alle Istituzioni la totale disponibilità”. 

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