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07 dicembre 2015

Prostata, contro il tumore vince chi gioca d’anticipo

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Getty Images

Nuova tappa ad Ancona del tour promosso dall’AIOM per sensibilizzare sui corretti stili di vita anche dopo i 65 anni. “Negli anziani, il rischio di cancro è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni”

Non c’è un’età in cui smettere di fare sport! Una regolare attività fisica mantiene vivaci le funzioni cerebrali, conserva il corpo e l’organismo in buone condizioni, migliora la qualità della vita e il nostro benessere psicologico. L’esercizio fisico, poi, è molto utile soprattutto in età avanzata, perché rallenta i processi fisiologici legati all’invecchiamento e previene numerose patologie della terza età, tra cui i tumori, come quello alla prostata. Basta solo una camminata al parco o una corsetta sono importanti, senza bisogno di praticare un vero sport. 

 

Eppure 8 cittadini su dieci ignorano l’importanza di stili di vita sani dopo i 65 anni e pochissimi sono i nonni in grado di mantenersi fisicamente attivi anche se molto in avanti con gli anni. Nella Marche, ad esempio,  un nonno su quattro è completamente sedentario; più del 46% degli over65 è in sovrappeso, il 13% è obeso, mentre un terzo dei nonni consuma alcool in quantità rilevante. Per questo l’Associazioni Italiana di Oncologia Medica (AIOM) ha lanciato il progetto Prostata: sul tumore vince chi gioca d’anticipo, un vero e proprio “Tour della prevenzione” in 23 città, che porta gli oncologi a parlare esclusivamente agli anziani di lotta alle neoplasie e stili di vita corretti nei centri ricreativi per la terza età. L’iniziativa, realizzata grazie al contributo incondizionato di Janssen, farmaceutica di Johnson & Johnson, è giunta alla decima tappa, che si svolge oggi pomeriggio alle 17, presso la sede dell’Associazione Dopolavoro Ferroviario (via de Gasperi 36/A) di Ancona.

 

“Il fatto che il 79% degli anziani ritiene che modificare le proprie abitudini sbagliate arrivati alla terza età non serva a molto è preoccupante – evidenzia la prof.ssa Rossana Berardi, docente di Oncologia Medica all’Università Politecnica delle Marche – Negli anziani, il rischio di cancro è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Tuttavia, il 40% dei tumori può essere prevenuto attraverso uno stile di vita sano”. 

 

“La maggior dei tumori nella terza età – spiega il dott. Rodolfo Mattioli, Direttore della Struttura Clinica di Oncologia Medica, Azienda   Ospedaliera "Ospedali Riuniti  Marche Nord" – sono scoperti in fase avanzata. Per questo nel corso dell’incontro di oggi saranno illustrati anche i concetti di screening e di tempestività della diagnosi. Prima si intercetta la malattia, maggiori sono le possibilità di superarla con una buona qualità di vita, anche se si è ultrasettantenne. Oltre il 91% dei pazienti colpiti da tumore della prostata oggi sopravvive o convive con il cancro. Ma a differenza di altri tumori, per quello prostatico non esistono ancora programmi di screening efficaci come la mammografia e il sangue occulto nelle feci”. 

 

“L’oncologo – afferma la dott.ssa Rosa Rita Silva, direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Medica Area Vasta 2  Fabriano, Asur Marche – ha un ruolo chiave nell’indicare al paziente non solo in cosa consiste la patologia e a quali trattamenti sarà sottoposto, ma soprattutto come gestire il tumore nel quotidiano, a partire dalla correzione di quei comportamenti scorretti come il fumo, il consumo di alcolici, alimentazione poco equilibrata e la sedentarietà”. 

 

“La nostra azienda è orgogliosa di scendere in campo al fianco degli oncologi dell’AIOM in un progetto così importante – afferma il dott. Massimo Scaccabarozzi, Managing Director di Janssen, che rende possibile il progetto – Le campagne focalizzate sulla prevenzione e sulla creazione di cultura sui tumori rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche. Il nostro scopo non è solo fornire ai pazienti le migliori terapie possibili ma contribuire a far sì che cultura, conoscenza e prevenzione possano continuare a diventare un’arma in più a disposizione per la sconfitta di un male, che conoscendolo meglio, può in primis essere evitato e poi, quando purtroppo dovesse presentarsi, essere curato nel miglior modo possibile”. 

 

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