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09 dicembre 2015

Tumori del sangue, l’immuno-oncologia apre nuovi scenari

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ric

Getty Images

Addestrare il sistema immunitario a riconoscere le cellule malate e distruggerle prima che si diffondano. E’ questa la promessa del nuovo approccio terapeutico basato sulle molecole “intelligenti”. In ambito ematologico sta dando risultati importanti soprattutto contro il mieloma multiplo

Addestrare il sistema immunitario a riconoscere le cellule malate e distruggerle prima che si diffondano, alimentando il cancro. Non è un film di fantascienza, ma una realtà chiamata immuno-oncologia, un trattamento cardine nella lotta non solo dei tumori solidi, ma anche di quelli del sangue.  Per questo è sempre più essenziale investire più fondi nella ricerca. Lo chiede la Società Italiana di Ematologia nel corso del convegno oggi al Senato dal titolo “Nuove frontiere dell’ematologia e la sfida della sostenibilità. Le prospettive offerte dall’immuno-oncologia”. 

 

“La sfida della sostenibilità può essere vinta solo grazie all’innovazione, che permette di evitare l’uso non appropriato dei farmaci e spesso determina benefici economici a lungo termine – spiega il prof. Fabrizio Pane, Presidente della Società Italiana di Ematologia (SIE) – Proprio l’ematologia ha aperto più di 10 anni fa la strada alle cosiddette molecole intelligenti, che sono stati applicate con successo anche nel trattamento delle neoplasie solide. E oggi si apre una nuova era con l’immuno-oncologia che sta evidenziando risultati importanti nel mieloma multiplo, un tumore del sangue che ogni anno in Italia colpisce circa 2.400 persone. Tra accademia e industria farmaceutica – continua il prof. Pane - si sono sviluppate strategie terapeutiche integrate di pieno successo. Manca ancora però un sistema integrato che riunisca allo stesso tavolo industria, clinici, decisori in sanità e associazioni dei pazienti. Solo così potremo risolvere le criticità che ancora oggi dobbiamo affrontare”.

 

“L’incidenza delle leucemie è in crescita ma oggi la sopravvivenza a cinque anni per tutte le forme si aggira intorno al 43% negli adulti e raggiunge il 69% nella leucemia linfatica cronica – sottolinea il prof. Mario Boccadoro, Direttore Dipartimento di Oncologia ed Ematologia, Città della Salute e della Scienza di Torino - È essenziale identificare nuove armi che consentano non solo un allungamento della sopravvivenza ma anche una buona qualità di vita. In questo senso le prospettive offerte dalla immuno-oncologia sono davvero importanti”.

 

“I principali vantaggi offerti dall’immuno-oncologia sono rappresentati dall’aumento della sopravvivenza, dalla riduzione degli effetti collaterali, dai maggiori benefici a lungo termine e dalla migliore adesione alle terapie da parte del paziente. La terapia del mieloma multiplo si è basata per molti decenni sulla somministrazione di farmaci chemioterapici a basse dosi, con l’eventuale aggiunta della radioterapia - afferma il prof. Michele Cavo, Direttore Istituto di Ematologia e Oncologia Medica ‘L. A. Seragnoli’ Università degli Studi-Policlinico S. Orsola-Malpighi Bologna - I risultati ottenuti però sono stati modesti. Oggi con l’immuno-oncologia è possibile tenere sotto controllo con più efficacia la malattia”.

 

“In molti casi si ricorre al trapianto, eseguito utilizzando le cellule staminali del paziente o di un donatore sano - spiega il prof. Antonio Palumbo, Direttore Clinical Trial in Oncoematologia e Mieloma multiplo, Città della Salute e della Scienza di Torino - Generalmente, gli over 65 sono esclusi dall’intervento: si tratta di una convenzione, non necessariamente applicabile in qualunque situazione. Infatti, possono esservi pazienti con età superiore a 65 anni ma in ottime condizioni fisiche in grado di affrontare un trapianto e persone più giovani con patologie associate che precludono questa procedura”.

La SIE vuole impegnarsi in campagne di sensibilizzazione sull’immuno-oncologia. Per un italiano su due (54,3%) i nuovi farmaci rappresentano le innovazioni tecnologiche e sociali che daranno maggiore impulso al cambiamento della vita in Italia nel prossimo futuro (Censis). “Le iniziative di informazione dovrebbero essere indirizzate non solo ai clinici ma anche ai pazienti – conclude la dott.ssa Laura Del Campo, Responsabile Affari Generali della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) - I tumori  infatti costituiscono l’area terapeutica in cui più si stanno concentrando gli sforzi di investimento per l’innovazione. Da un lato migliora la sopravvivenza dei malati oncologici, dall’altro si radica la convinzione che guarire dal cancro è possibile”.

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