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14 dicembre 2015

Peluche, camini e fumo, i 3 nemici dei bambini con asma

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Getty Images

Per i più piccoli che soffrono di questa allergia respiratoria non c’è tregua nemmeno d’inverno. Quando l’inquinamento domestico può essere altrettanto fastidioso. Ecco i consigli degli esperti per evitare le crisi e ridurre l’impatto degli allergeni

Asma fa spesso rima con allergia. E per i bambini che soffrono di asma allergica non c’è  tregua neanche in inverno, quando i pollini che spesso scatenano le crisi di fiato corto sono fuori gioco. Troppi genitori, infatti, ignorano quanto non solo l’inquinamento atmosferico ma soprattutto quello dell’ambiente domestico possa essere causa di malattie e disturbi respiratorie dell’infanzia, specie nei mesi invernali.

 

“Recenti studi hanno infatti dimostrato una maggior frequenza di casi di asma fra i giovanissimi nel periodo invernale – spiega il dott. Renato Cutrera, presidente nazionale SIMRI (Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili) – soprattutto, per coloro che vivono in aree ad alto traffico e battute da mezzi pesanti, peggio ancora se con scarichi diesel, rispetto a chi respira aria parzialmente più pulita e passa più tempo all’aria aperta. L’esposizione a fumo di tabacco (attiva o passiva), anche a basse concentrazioni, in ambienti confinati è associata ad una aumentata prevalenza di sintomi respiratori. Ma sotto il mirino ci sono anche le tipologie di riscaldamenti indoor: camini e stufe a legna, carbone o gas in bombole e una mancata aerazione degli ambienti possono incrementare il rischio di crisi asmatiche o disturbi respiratorie nei bambini. Per questi motivi – sottolinea il pediatra pneumologo – un’accurata pulizia degli impianti di riscaldamento e della casa, arieggiando bene le stanze e mantenendo temperatura e umidità sotto controllo (l’ideale è non superare i 18-20 gradi e avere un’umidità attorno al 60%), sono indispensabili per ridurre al minimo gli allergeni domestici e la probabilità di attacchi d’asma”. 

 

Lotta impari anche con un secondo tipo di allergene: l’acaro della polvere che si annida su tendaggi, coperte, materassi, cuscini, poltrone, divani e nei peluche, spesso uno dei regali più gettonati a Natale per i più piccoli. “Questi allergeni sono responsabili di irritazioni respiratorie con risposte infiammatorie immediate nelle persone più sensibili – dichiara il dott. Cutrera - mentre sono causa dell’insorgenza di asma bronchiale con lunghe esposizioni”. Come ricorrere ai ripari? 

 

“E’ importante ridurre il possibile impatto di questi allergeni sulla salute dei più piccoli, – conclude Cutrera – adottando materassi, cuscini e rivestimenti anti-acaro e anallergici, meglio se sfoderabili e lavabili in lavatrice. Evitare che il bambino sosti a lungo su tappeti o venga in contatto con peluche e giocattoli a pelo folto e lungo. Esistono, infatti, pupazzi e peluche lavabili e che non perdono pelo, più adatti quindi per evitare improvvisi attacchi di asma”.  

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