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17 dicembre 2015

Un centesimo in più per sigaretta per vincere la lotta contro il fumo

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Getty Images

Una tassa per la salute, per allontanare le persone dal tabagismo e finanziare un fondo farmaceutico specifico per l’oncologia. E’ questa l’idea proposta dall’AIOM alle istituzioni italiane: “Solo così potremo garantire a tutti i pazienti le cure migliori”

L’aumento di un centesimo del prezzo di ogni sigaretta. Una tassa sul fumo con l’intento di allontanare le persone dal tabagismo e finanziare un fondo farmaceutico specifico per l’oncologia e far fronte così alle richieste dell’esercito di persone, circa 3 milioni di italiani, che vivono con una diagnosi di tumore. La richiesta alle Istituzioni è avanzata oggi dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) in un incontro con i giornalisti a Milano. “Solo così potremo garantire a tutti i pazienti le cure migliori - spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM - Ogni ora in Italia vengono individuati più di 40 nuovi casi di cancro. In diciassette anni (1990–2007) le guarigioni sono aumentate del 18% (uomini) e del 10% (donne). L’innovazione in oncologia ha permesso di raggiungere risultati straordinari e la ricerca scientifica ha reso disponibili armi sempre più efficaci come l’immuno-oncologia, che ha consentito di cronicizzare malattie molto aggressive come il melanoma in fase avanzata”. 

 

“È stato istituito un fondo generico per i farmaci innovativi, è ora indispensabile crearne uno destinato in modo mirato all’oncologia – continua il prof. Pinto - Negli ultimi anni infatti è cresciuto il peso economico delle terapie anticancro che hanno un impatto notevole sulla spesa farmaceutica ospedaliera: sono aumentate dal 23,7 al 39% fra il 2007 e il 2013. La sfida della sostenibilità si affronta ottimizzando la spesa e migliorando l’appropriatezza prescrittiva”. 

 

L'oncologia si colloca inoltre al primo posto per numero di studi clinici con il 35% del totale (204 nel 2013). "Ma le sperimentazioni – continua il prof. Pinto - sono diminuite in modo preoccupante. In particolare gli studi no profit hanno fatto registrare una diminuzione del 56,3%. L'Istituzione di una sorta di fondo farmaceutico nazionale staccato ci permetterà anche di dare un nuovo impulso a questi trial".
 

La fonte di finanziamento del fondo viene individuata dagli oncologi in una vera e propria “tassa per la salute”, un centesimo in più per ogni sigaretta, destinata anche a contrastare la diffusione di uno dei più importanti fattori di rischio oncologico. I fumatori in Italia sono 10,9 milioni, pari al 20,8% della popolazione: 6,3 milioni sono uomini (25,1%) e 4,6 milioni donne (16,9%). Il 16,7% dei tabagisti consuma fino a 9 sigarette al giorno, il 49,2% fra 10 e 19, il 26,9% più di 20. Nel nostro Paese ogni fumatore consuma in media 13,1 sigarette al giorno, per un totale di circa 140 milioni di “bionde” ogni ventiquattro ore. 

 

“Nel 2015 sono stimati circa 41mila nuovi casi di tumore del polmone, una malattia in cui la prevenzione può fare davvero la differenza – spiega il prof. Pinto - Purtroppo il consumo di tabacco aumenta, soprattutto nel sesso femminile. Le campagne di prevenzione sono importanti ma non bastano, è necessario toccare le ‘tasche’ dei cittadini. L’istituzione di questa tassa aggiuntiva porterebbe anche a una riduzione delle morti. La nostra proposta va oltre, perché prevede una precisa destinazione d’uso per le risorse raccolte, destinate a sostenere il fondo e quindi a facilitare l’accesso alle nuove terapie come l’immuno-oncologia”. 

 

“I pazienti – sottolineano Elisabetta Iannelli, Vice Presidente AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro) e Annamaria Mancuso, presidente Salute Donna Onlus – hanno il diritto di accedere alle cure innovative in tempi adeguati, talvolta anche poche settimane possono fare la differenza. L’Unione europea ha concesso a ogni cittadino il diritto di  recarsi in qualsiasi Stato membro per farsi assistere. Ma le migrazioni rappresentano un fallimento dell’intero sistema. Per questo il fondo nazionale costituisce anche uno strumento per consentire ai pazienti di essere assistiti vicino al domicilio”.  

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