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21 dicembre 2015

Nonni italiani sedentari e in sovrappeso

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Getty Images

Tappa a Terni e Pescara del tour AIOM per la prevenzione dei tumori nella terza età. In Umbria, il 45% degli over70 è in sovrappeso, il 15% addirittura obeso. Numeri simili anche in Abruzzo, dove il 32% degli anziani consuma eccessive quantità di alcol

 

È la prima neoplasia tra gli uomini di età superiore ai 65 anni, ma 8 cittadini su 10 non sanno che il tumore della prostata si può prevenire attraverso la conduzione di sani stili di vita e che quando colpisce può essere vinto e si può tornare ad una vita normale, anche in età avanzata. Per rispondere alle esigenze informative di questa fetta importante della popolazione e sensibilizzare gli italiani a considerare la prevenzione primaria uno stile di vita, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica ha lanciato su tutto il territorio nazionale il progetto Prostata: sul tumore vince chi gioca d’anticipo, un vero e proprio “Tour della prevenzione” in 23 città, che porta gli oncologi a parlare esclusivamente agli anziani di lotta alle neoplasie nei centri ricreativi per la terza età. L’iniziativa, realizzata grazie al contributo incondizionato di Janssen, farmaceutica di Johnson & Johnson, fa tappa oggi pomeriggio al Centro Sociale Volta di Terni per spostarsi domani a Pescara, presso il centro sociale “Il Germoglio”. 

 

“In Umbria, il 45% degli over70 è in sovrappeso, il 15% addirittura obeso, quattro nonni su dieci consumano alcool in quantità rilevante, l’8% fuma e quasi uno su due è completamente sedentario -. spiega il dott. Fausto Roila,  Direttore della Struttura Complessa di Oncologia Medica, Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni – Una situazione preoccupante su cui è importante intervenire, diffondendo una nuova cultura della prevenzione. È infatti ampiamente dimostrata l’azione protettiva e antitumorale della dieta mediterranea e di una regolare attività fisica, in grado di contrastare i principali processi degenerativi legati all’invecchiamento, prevenire i disturbi cardiovascolari e metabolici e diminuire anche il rischio oncologico. Anche smettere di fumare in età avanzata, come confermano recenti studi, riduce il rischio di invalidità e mortalità fino al 34%”. 

 

“In Abruzzo, il 32% degli anziani abruzzesi consuma eccessive quantità di alcol, il 43% è in sovrappeso e l’obesità opprime addirittura il 15% della popolazione over65 – sottolinea il prof. Carlo Garufi, primario di Oncologia all'ospedale civile 'Santo Spirito' di Pescara – È importante ricordare che negli adulti in età avanzata il rischio di cancro è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Stili di vita sani, non solo hanno effetti preventivi, ma quando si è colpiti dalla malattia, aiutano a rispondere meglio alle terapie e ad abbassare il rischio di recidiva”. “Non solo, un secondo problema su cui dobbiamo informare questa fascia della popolazione – proseguono gli esperti – riguarda il momento della diagnosi. La maggior parte dei tumori nella terza età sono scoperti in fase avanzata. E spesso non tutti questi pazienti accedono ai trattamenti più innovativi”. Tra i temi che verranno trattati nel dibattito, anche la gestione del tumore alla prostata, una malattia subdola, perché possono passare anni prima della comparsa di sintomi significativi. Tuttavia, grazie a una maggior attenzione al proprio stile di vita e a nuovi trattamenti, questo tumore può essere gestito bene, anche in età molto avanzata. “Nove pazienti su dieci, infatti, superano o convivono con la malattia con una buona qualità di vita. – concludono gli oncologi – A differenza di altri tumori, per quello prostatico non esistono ancora programmi di screening efficaci come la mammografia e il sangue occulto nelle feci. Per questo è importante informare sulla malattia”.

 

“La nostra azienda è orgogliosa di scendere in campo al fianco degli oncologi in un progetto così importante – afferma il dott. Massimo Scaccabarozzi, Managing Director di Janssen, che rende possibile il progetto – Le campagne focalizzate sulla prevenzione e sulla creazione di cultura sui tumori rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche. Il nostro scopo non è solo fornire ai pazienti le migliori terapie possibili, ma contribuire a far sì che cultura, conoscenza e prevenzione possano continuare a diventare un’arma in più a disposizione per la sconfitta di un male, che conoscendolo meglio, può in primis essere evitato e poi, quando purtroppo dovesse presentarsi, essere curato nel miglior modo possibile”. 

 

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