Caricamento in corso...
21 dicembre 2015

Tubercolosi, le infezioni si prevengono nei piccoli gesti quotidiani

print-icon
tub

Getty Images

Ogni anno colpisce 4.000 bambini in Italia. I suoi principali sintomi sono: tosse intensa, febbre, perdita di peso e stato di malessere generalizzato. Ecco i consigli degli esperti di malattie respiratorie su come curare ed evitare di contrarre la malattia

E’ causata da un batterio chiamato Mycobacterium Tubercolosis. Di solito colpisce i polmoni, ma può interessare anche altri organi tra cui rene, colonna vertebrale ed sistema nervoso centrale. I suoi principali sintomi sono: tosse intensa, febbre, perdita di peso e stato di malessere generalizzato. Stiamo parlando della tubercolosi (o TBC): la patologia infettiva più diffusa a livello mondiale. Non interessa solo i Paesi del Terzo mondo. Infatti, al contrario delle previsioni fatte dagli esperti di 20 anni fa, si sta ripresentando anche in Italia. E interessa soprattutto i giovanissimi. Secondo le ultime stime colpisce ogni anno 4.000 bambini residenti nella Penisola.

 

L'ammalato può trasmettere i germi attraverso semplici gesti quotidiani come tossire, ridere, cantare, parlare o suonare uno strumento a fiato. I germi della TBC hanno la caratteristica di persistere per diverse ore nell'ambiente, una volta emessi nell'aria. E' invece impossibile contrarre la malattia attraverso il bacio, strette di mano, cibo, contatto con biancheria da letto o condivisione dello spazzolino. Nelle persone che respirano aria infetta si determina una penetrazione dei batteri nelle vie aeree inferiori. “L’infezione si verifica quando l'organismo viene a contatto per la prima volta con il bacillo tubercolare - afferma il prof. Renato Cutrera Presidente della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI) e Direttore dell’unità operativa di Broncopneumologia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma - Si tratta di infezione primaria che tuttavia può rimanere silente e non dare sintomi. Se però non viene trattata può evolvere verso una vera e propria malattia tubercolare e il rischio di contagio è tanto più elevato quanto più è piccolo il bambino. In particolare i pazienti con meno di un anno sono colpiti nel 40% dei casi”. 

 

“Dalla tubercolosi si può guarire - aggiunge il prof. Cutrera - E’ però necessario curarla attraverso terapie adeguate somministrare con i giusti tempi consigliati dal medico specialista. In campo pediatrico esistono quattro farmaci che sono utilizzati spesso combinazione tra di loro. La terapia di solito dura sei mesi. Infine tutti i bambini che vivono a stretto contatto con un adulto malato devono essere sottoposti al test cutaneo per verificare la presenza o meno della patologia”.

Tutti i siti Sky