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21 dicembre 2015

Fumo, 5 pericolosi miti da sfatare

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Getty Images

Non è affatto vero che poche sigarette al giorno non fanno male. Oppure che quelle light sono meno dannose. Assolutamente false anche le leggende sulla sensazione di relax data dalle bionde o degli effetti sulla nostra linea

Fumo, quante leggende circolano su questo pericoloso vizo! Proviamo a sfatarne alcune.

 

1) Le sigarette light fanno meno male di quelle normali - FALSO. E’ provato che aumentano lo stesso il rischio di tumori. Due le ragioni. Essendo light si pensa di poterne fumare di più e addirittura si tende ad aspirare più profondamente.

 

2) Fumare rilassa. NON E’ VERO - Tra i non tabagisti solamente uno su cinque dorme male, la percentuale tra chi fuma sale addirittura a uno su tre. Inoltre, il 17% dei fumatori dorme meno di 6 ore a notte.

 

3) Smettere fa ingrassare. NO! Alcuni tra coloro che abbandonano le “bionde” hanno a volte la tendenza a mettere su qualche chilo. Questo aumento di peso, tuttavia, è solo temporaneo e non è pericoloso. I benefici sono invece indiscutibili. 

 

4) Il fumo passivo è innocuo. ASSOLUTAMENTE FALSO! - L’esposizione al passivo aumenta la possibilità di contrarre tutte quelle patologie che colpiscono i fumatori. Compromette i polmoni, i bronchi e predispone a crisi d’asma, rinofaringiti, malattie coronariche e attacchi cardiaci.

 

5) Poche sigarette al giorno non fanno male. NON E’ VERO - E’ un vizio sempre cancerogeno e anche solo una bionda è un attentato alla salute. Non esiste una “dose sicura”.

 

Il fumo è un importante fattore di rischio oncologico, è infatti responsabile del 30% dei casi di cancro. Un tabagista ha 14 volte di probabilità in più di tumore del polmone. “Ogni ora in Italia vengono individuati più di 40 nuovi casi di cancro - afferma Carmine Pinto presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) -. Dal 1990 al 2007 le guarigioni sono aumentate del 18% (uomini) e del 10% (donne). L’innovazione in oncologia ha permesso di raggiungere risultati straordinari e la ricerca scientifica ha reso disponibili armi sempre più efficaci come l’immuno-oncologia e le terapie target personalizzate, che potrebbero consentire di cronicizzare diverse malattie neoplastiche anche molto aggressive e in fase avanzata”.

 

Servono però nuove risorse e come è possibile trovarle? “Lo Stato oggi ricava circa 11 miliardi di euro dalle accise del tabacco e impiega queste risorse in vario modo - aggiunge Pinto -, ne basterebbe una piccolissima parte, anche solo il 5%, per garantire pieno accesso a tutti i malati italiani ai tanti farmaci innovativi che arriveranno sul mercato e che potrebbero cambiare le loro aspettative di vita. Serve un fondo nazionale dedicato ai farmaci oncologici innovativi, per far fronte alle necessità di quell’esercito di persone, circa 3 milioni di italiani, che combattono contro il cancro”.

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